Ad oggi, non sono state formalizzate accuse ma sono in corso ascolti e acquisizioni di testimonianze, presto possibili svolte
VILLAMMARE – La Procura della Repubblica di Lagonegro, assistita dai Carabinieri della Compagnia di Sapri, ha disposto il sequestro della villetta del villaggio “Le Ginestre” in Villammare (Vibonati), dove il bambino di 9 mesi, Pietro, viveva con la madre e il suo compagno. L’abitazione è stata posta sotto sigilli mentre proseguono le indagini sugli eventi che hanno condotto alle gravi lesioni subite dal neonato. Gli inquirenti non lasciano nulla al caso e vogliono scoprire cosa è realmente accaduto al piccolo Pietro
Le prime cure e il trasferimento in elisoccorso
Giovedì scorso – il 5 giugno – Pietro è stato ricoverato in condizioni critiche all’ospedale “Immacolata” di Sapri, in coma profondo: presentava ematoma subdurale, fratture retro-auricolari, una frattura al femore e una broncopolmonite. Stabilizzato e intubato, è stato trasportato in elicottero al Santobono di Napoli
Quadro clinico medico
Neurochirurghi e pediatri del Santobono hanno evidenziato un quadro drammatico: edema cerebrale, emorragie retiniche, trombosi venose e fratture multiple – almeno tre costali (in via di guarigione) e una al femore più recente – tutte connesse a traumi di natura verosimilmente violenta, distribuiti nel corso di settimane
Indagine in corso
Gli inquirenti stanno analizzando le immagini delle telecamere circostanti: particolare attenzione è riservata all’intervallo tra le 12:15 e le 13:15 del 5 giugno, quando il piccolo si trovava in casa insieme al compagno della madre. L’uomo, così come la madre e il padre (ascoltato dagli investigatori), è stato sentito in quanto “persona informata sui fatti”. Ad oggi, non sono state formalizzate accuse ma sono in corso ascolti e acquisizioni di testimonianze.
Reazioni e tensioni nella comunità
Il dott. Emidio Ciancola, direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione di Sapri, ha sottolineato la tempestività del primo soccorso ricevuto: “quando è giunto era in coma profondo, molto flaccido e disidratato”
La madre, respingendo qualsiasi maltrattamento, ha sostenuto che le precedenti dimissioni mediche – in particolare quelle del 28 maggio – si basavano su diagnosi di broncopolmonite, affidate a una terapia antibiotica.
Il sindaco di Vibonati, Manuel Borrelli, ha ringraziato i sanitari e ha espresso partecipazione alla vicenda, definendo “fondamentale” l’intervento del pronto soccorso di Sapri


