Dodici pazienti monitorati tra Salerno, Agro, Cilento e Vallo di Diano. Indagini su alimenti contaminati e rafforzata la sorveglianza sanitaria
Cresce l’attenzione sanitaria in provincia di Salerno per una serie di infezioni da epatite A che stanno interessando diverse aree del territorio. Al momento non si parla di emergenza epidemica, ma i numeri registrati impongono un monitoraggio costante da parte delle strutture sanitarie.
Attualmente sono dodici i pazienti ricoverati con sintomi riconducibili all’infezione virale, distribuiti tra il capoluogo, l’Agro nocerino-sarnese, il Cilento e il Vallo di Diano. Il numero più alto di accessi si registra all’Azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona, dove cinque persone sono sotto osservazione con un quadro clinico caratterizzato da ittero, marcata stanchezza e valori epatici alterati.
Altri casi vengono seguiti all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, mentre ulteriori pazienti risultano monitorati presso il San Luca e il Luigi Curto. Parallelamente, sono emerse segnalazioni di sintomi lievi in alcune aree come Eboli e la Valle dell’Irno, dove i pazienti vengono seguiti a domicilio per limitare un’eventuale diffusione del virus.
Le indagini epidemiologiche si concentrano soprattutto sulle abitudini alimentari. L’epatite A si trasmette per via oro-fecale e, nelle aree mediterranee, è spesso collegata al consumo di cibi contaminati. Tra gli alimenti finiti sotto osservazione ci sono in particolare frutti di mare consumati crudi o poco cotti e ortaggi non adeguatamente lavati.
La ricostruzione dei pasti consumati nelle settimane precedenti rappresenta un passaggio decisivo per risalire all’origine dei contagi, anche perché il virus può avere un periodo di incubazione superiore a un mese. L’obiettivo delle autorità sanitarie è individuare eventuali punti di origine comuni, come mercati ittici, ristoranti o specifiche forniture alimentari.
Sebbene nella maggior parte dei casi la malattia si risolva spontaneamente, l’epatite A può risultare particolarmente debilitante per gli adulti e per le persone con patologie pregresse. Per questo motivo i medici invitano alla prudenza e al rispetto delle regole igieniche di base.
Le raccomandazioni restano chiare: lavaggio accurato delle mani, corretta cottura dei prodotti ittici e massima attenzione al consumo di verdure crude. Intanto proseguono i controlli nei circuiti di distribuzione alimentare e la sorveglianza sanitaria, con l’obiettivo di contenere una diffusione che al momento appare circoscritta ma sotto stretta osservazione.
La nota della Regione
La Regione Campania, attraverso la DG Salute – Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria – ha progressivamente rafforzato tutte le principali leve di sanità pubblica necessarie a contenere l’attuale incremento dei casi di epatite A: sorveglianza epidemiologica, gestione tempestiva dei casi e dei contatti, controlli ufficiali sulla filiera alimentare, approfondimenti molecolari e, da ultimo, potenziamento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-HAV per Ie persone più a rischio o fragili. L’azione regionale si fonda su evidenze tecniche convergenti: le indagini epidemiologiche e di laboratorio, i campionamenti sui molluschi bivalvi, il monitoraggio ambientale e gli approfondimenti condotti con il supporto della rete tecnico-scientifica.
In questa fase, la Regione ha disposto anche il potenziamento e l’ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita anti-epatite A, per i soggetti più a rischio: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in relazione al rischio epidemiologico e di esposizione. Resta garantita inoltre l’offerta vaccinale gratuita alle persone che sono state a contatto con I soggetti infetti. Tale ampliamento gratuito, garantito con fondi regionali, consente alle Aziende sanitarie di attivare e rafforzare rapidamente l’offerta su tutto il territorio regionale.


