Due anziani costretti a rinunciare al cambio di terapia. Non è la prima volta che la continuità assistenziale resta senza medico nel Cilento
AGROPOLI – Tempi duri per la sanità nel Cilento. A poche ore dal partecipato corteo popolare che ieri ha portato in piazza migliaia di cittadini per chiedere con forza la riattivazione del Pronto soccorso di Agropoli, si è registrato l’ennesimo episodio di disservizio.
Nella serata del 9 agosto, due anziani si sono recati presso la continuità assistenziale – la cosiddetta Guardia medica – per un cambio di terapia. All’arrivo, però, hanno trovato l’ambulatorio chiuso. Non si trattava di un’assenza temporanea per visita esterna: in quella fascia oraria non era prevista la presenza di un medico.
L’amara scoperta è arrivata dopo numerosi tentativi di contatto telefonico andati a vuoto. Solo chiedendo informazioni ai sanitari del vicino Punto di Primo Intervento, i pazienti hanno appreso che il servizio, semplicemente, non veniva erogato in quel momento.
Una “beffa” che molti cittadini hanno letto come un segnale ancora più scoraggiante, avvenuto proprio a ridosso della manifestazione pro-riapertura del presidio ospedaliero. E non è un episodio isolato: in altri comuni cilentani, come Sessa Cilento o Perito, non è raro che gli ambulatori di guardia medica restino senza personale, penalizzando ulteriormente l’assistenza sul territorio.
Disservizi di questo tipo, denunciano i residenti, contribuiscono a sovraccaricare i Pronto soccorso degli ospedali di riferimento – come quello di Vallo della Lucania – con tempi di attesa sempre più lunghi e crescente stress per pazienti e operatori sanitari.



