La Guida Osterie d’Italia 2025 celebra la ristorazione “buona, pulita e giusta”: tra i locali premiati spiccano numerosi nomi della provincia di Salerno e del Cilento
Slow Food ha svelato i riconoscimenti della nuova edizione di Osterie d’Italia 2025, la guida che da oltre trent’anni racconta la ristorazione autentica del Paese. In Campania sono ben 34 le osterie insignite della “Chiocciola”, simbolo del rispetto dei principi del movimento fondato da Carlin Petrini: qualità delle materie prime, sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni locali.
Un risultato che conferma la vitalità della cucina campana, dove il legame tra territorio e gastronomia resta il segreto di un successo che non conosce mode. Nella provincia di Salerno e nel Cilento, in particolare, si distinguono realtà ormai storiche come Tre Sorelle a Casal Velino, Perbacco a Pisciotta, Da Addolorata a Torre Orsaia e La Piazzetta a Valle dell’Angelo — esempi di un sapere gastronomico che unisce memoria contadina e ricerca del gusto.
La filosofia del “buono, pulito e giusto”
Come sottolinea Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, la forza di questa guida non sta solo nella cucina, ma nella cultura che la sostiene: «Non si può parlare di biodiversità se non rispettiamo le diversità culturali. Sono le diversità la nostra ricchezza».
Ogni Chiocciola, dunque, non rappresenta solo un premio, ma un riconoscimento al lavoro quotidiano di chi sceglie di mantenere vivo un modello di ristorazione sostenibile, radicato nel territorio e attento alle persone.
Premi speciali e nuove tendenze
Accanto ai riconoscimenti principali, la guida ha assegnato anche alcuni premi speciali a locali che si sono distinti per originalità, innovazione o impegno nel promuovere la tradizione.
Tra questi, la Locanda dei Pescatori del Trasimeno è stata eletta Novità dell’anno, mentre Zio Salvatore di Siderno (RC) ha ricevuto il Premio Giovane dell’anno “Vittorio Fusari” Franciacorta. Altri riconoscimenti sono andati a Osteria Storica Morelli (Premio Ostinati), La Piazzetta (Premio Interpretazione della cucina regionale), Fattoria Borrello (Premio Dispensa in Osteria), Caccia C’a Bugge per il Piatto dell’anno, e Botteghe Antiche come Oste dell’anno.
La Campania guida l’Italia delle osterie
Con 34 Chiocciole, la Campania si conferma tra le regioni più premiate d’Italia, a testimonianza della sua ricchezza gastronomica e della capacità di mantenere un equilibrio virtuoso tra innovazione e tradizione.
Tra i nomi di spicco figurano Pepe in Grani a Caiazzo, I Masanielli a Caserta, Francesco e Salvatore Salvo a San Giorgio a Cremano, La Notizia a Napoli, e molte altre osterie che hanno saputo coniugare gusto, accoglienza e identità.
Dietro ogni riconoscimento c’è il lavoro di una rete di oltre 250 collaboratori Slow Food, impegnati ogni anno nel selezionare le migliori osterie d’Italia e nel custodire la memoria gastronomica delle comunità locali.
Il gusto autentico del Sud
Nelle terre del Cilento, dove la dieta mediterranea affonda le sue radici, le osterie premiate rappresentano un presidio di cultura oltre che di cucina.
Piatti come quelli serviti a Casal Velino, Pisciotta o Torre Orsaia non sono soltanto ricette, ma racconti di mare, di oliveti e di tradizioni tramandate con orgoglio. È qui che il concetto di “buono, pulito e giusto” trova la sua forma più sincera — nel piatto e nell’anima dei luoghi.




