Una nota del Ministero della Salute definisce “privo di fondamento” il ricorso dei Comuni: cresce la protesta nel Golfo di Policastro
Il destino del punto nascita dell’ospedale di Sapri sembra sempre più segnato. A pochi giorni dall’udienza del 5 novembre, considerata cruciale per la sua sopravvivenza, una nota del Ministero della Salute è arrivata come un colpo di scena inatteso – o forse come la conferma di un epilogo temuto da tempo.
A renderla pubblica è stato il sindaco di Vibonati, Manuel Borrelli, con un post dai toni amari: il documento ministeriale definisce “non accettabile” la richiesta della Regione Campania di mantenere aperti i punti nascita sotto la soglia prevista per legge, nonostante le deroghe già concesse in passato.
Secondo il Ministero, “la Regione Campania, tenuto conto anche delle deroghe già concesse, intenderebbe mantenere aperta la quasi totalità dei PPNN sottosoglia, il che non è in alcun modo accettabile”. E aggiunge, con una formulazione che pesa come una sentenza: “Al netto della condotta ambigua ed incoerente della Regione, il ricorso dei Comuni è privo di fondamento nel merito e dev’essere integralmente rigettato”.
Parole che, per gli amministratori locali, suonano come una condanna. “Vergognoso. Finalmente hanno gettato la maschera”, ha commentato Borrelli, esprimendo l’indignazione di un territorio che da anni combatte per difendere un presidio sanitario fondamentale, unico riferimento per le partorienti del basso Cilento e del Golfo di Policastro.
La chiusura del punto nascita, già minacciata più volte negli ultimi anni per il mancato raggiungimento dei 500 parti annui richiesti dagli standard ministeriali, riapre un dibattito mai sopito sulla tutela delle aree interne e sul diritto alla salute nei territori periferici.
Ora la parola passa al tribunale, ma la nota del Ministero rischia di pesare come una pietra sull’udienza del 5 novembre. Se il punto nascita dovesse davvero chiudere, per molte famiglie del sud della provincia di Salerno resterebbe solo la strada — lunga e tortuosa — verso gli ospedali di Vallo della Lucania o Lagonegro.


