L’uomo le chiedeva denaro ogni giorno e la minacciava di darle fuoco: tre anni e sei mesi di carcere decisi dal Tribunale di Salerno
Per mesi, la vita di una donna di Battipaglia si è trasformata in un incubo dentro le mura di casa. Il responsabile era il nipote, Angelo L., 40 anni, che la tormentava con richieste di denaro, minacce e aggressioni. Ora, dopo un lungo iter giudiziario, è arrivata la condanna: tre anni e sei mesi di reclusione per estorsione e lesioni personali aggravate.
La sentenza è stata pronunciata dalla terza sezione penale del Tribunale di Salerno, che ha riconosciuto la gravità delle condotte dell’uomo. Secondo quanto emerso in aula, il 40enne chiedeva alla zia cinquanta euro al giorno, pretendendo soldi con toni sempre più violenti. Quando la donna rifiutava o tentava di opporsi, lui la minacciava di darle fuoco e sfogava la sua rabbia distruggendo mobili e oggetti di casa.
Un clima di terrore quotidiano, culminato nella decisione della donna di fuggire dall’abitazione e rivolgersi alle forze dell’ordine. La denuncia ha dato il via alle indagini e, infine, al processo che ha portato alla condanna. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto una multa di 800 euro e il pagamento delle spese processuali, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
Il caso, che ha scosso la comunità battipagliese, riporta l’attenzione sulle violenze domestiche e sulle dinamiche familiari distorte che spesso si consumano nel silenzio. Una vicenda che, purtroppo, non rappresenta un episodio isolato ma un campanello d’allarme per le istituzioni e la società civile.


