Chieste verifiche sulla regolarità delle strutture presenti nel porto dopo che la proroga è scaduta il 30 ottobre scorso ma l’amministrazione è latitante
La scadenza delle concessioni portuali ad Agropoli riapre il confronto sulla gestione delle aree demaniali. Un esposto è stato presentato alla Capitaneria di Porto di Agropoli, e per conoscenza a quella di Salerno, alla Prefettura e alla Procura di Vallo della Lucania, per chiedere verifiche sulla regolarità delle occupazioni all’interno del porto.
Nel marzo 2025 il Comune aveva approvato una delibera di giunta sul riordino delle concessioni demaniali marittime a uso turistico-ricreativo. Il provvedimento richiamava la normativa nazionale e la giurisprudenza del Consiglio di Stato, indicando la necessità di bandi pubblici per l’assegnazione degli spazi portuali. Contestualmente, la scadenza delle concessioni era stata prorogata dal 31 dicembre 2024 al 31 ottobre 2025, come misura tecnica per garantire la continuità delle attività.
Secondo quanto segnalato nell’esposto, alla data del 5 novembre 2025 tutte le concessioni temporanee, definitive o prorogate risulterebbero scadute. La conseguenza, se confermata dagli accertamenti, è che le strutture e le attività presenti sul suolo demaniale e sugli specchi acquei potrebbero essere considerate prive di autorizzazione.
I firmatari chiedono quindi agli organi competenti di verificare la validità dei titoli concessori presenti e, in caso di irregolarità, di adottare gli atti necessari a far cessare eventuali occupazioni non conformi.
Nella stessa delibera di marzo, l’amministrazione comunale aveva annunciato l’avvio del Piano delle Aree Demaniali (PAD), questo entro il 30 settembre scorso, strumento ritenuto centrale per garantire certezza ai concessionari e disciplinare futuri bandi. Tuttavia, il piano risulta ancora essere in alto mare.
Resta ora da capire quali misure saranno adottate dal Comune per assicurare stabilità a operatori e attività che operano nel porto. Per ora esiste solo una proposta rivolta alla Giunta comunale ma per ora nessuna delibera, nessun futuro senza un bando per le concessioni demaniali che porterebbe stabilità in un comparto che vive in perenne precarietà




