Due giovani della provincia di Salerno porteranno con sé le loro storie e le loro aspettative: Anna Izzo, di Bracigliano, e Andrea Plaiatano, di Salerno
In vista del giuramento del 238° corso della Scuola Militare “Nunziatella”, in programma sabato 15 novembre a Napoli, due giovani della provincia di Salerno porteranno con sé le loro storie e le loro aspettative: Anna Izzo, di Bracigliano, e Andrea Plaiatano, di Salerno.

Allievo Anna Izzo: Sono nata a Cava de’ Tirreni, e abita a Bracigliano, ha 16 anni una famiglia come tante ed è composta da mamma, papà, una sorella e un fratello. Prima di entrare a far parte del I Classico A della Scuola Militare “Nunziatella”, ha frequentato il liceo classico presso l’Istituto “Publio Virgilio Marone”, a Mercato San Severino. Tra i suoi hobby e le mie passioni ci sono lo studio e lo sport; il tempo libero, invece, preferisco trascorrerlo insieme ai miei amici e alla mia famiglia.
Il giuramento rappresenta un passaggio fondamentale nella vita di ogni allievo. Quali emozioni provi nel compiere questo passo e cosa significa per te impegnarti solennemente al servizio della Repubblica?
Sono sicuramente soddisfatta di me stessa, perché non mi sarei mai aspettata di riuscire a entrare in questa scuola e non riesco neanche a descrivere a parole le emozioni che provo. Impegnarmi al servizio della Repubblica, per me, significa dedicarmi quotidianamente al benessere della Patria, superando ogni difficoltà con sacrificio e dedizione.
In che modo senti di essere cambiato rispetto al momento in cui hai varcato per la prima volta il portone dell’Istituto?
Ho cominciato a dare valore anche alle piccole cose e ho avuto un cambiamento soprattutto dal punto di vista caratteriale. Ho imparato a gestire le emozioni in qualsiasi situazione e ad affrontare tutto senza l’aiuto della mia famiglia, che prima ritenevo indispensabile.
I valori di lealtà, spirito di corpo e senso del dovere sono alla base della tradizione della Scuola. Come riesci a viverli nella quotidianità tra studio, attività fisica e vita di gruppo?
La vita dell’allievo è molto frenetica: tra le attività del mattino e quelle del pomeriggio, l’aiuto dei colleghi è fondamentale per riuscire a staccare un po’. La lealtà e il senso del dovere sono alla base della vita dell’allievo, poiché favoriscono la crescita sia individuale sia del gruppo.
Entrare alla Nunziatella significa anche entrare a far parte di una comunità unita e coesa, i cui legami durano per tutta la vita. Cosa rappresenta per te questo senso di appartenenza?
Per me significa essere sempre disponibili verso gli altri, perché i problemi non si risolvono da soli. Qui, soprattutto, non abbiamo la distrazione del telefono, quindi è più facile comunicare e creare legami con gli altri.
Molti di voi provengono da regioni diverse d’Italia. Quanto conta per te portare con orgoglio le radici della tua terra d’origine all’interno di un contesto così variegato come la Scuola Militare?
Stando in questa scuola si impara anche a conoscere meglio le diverse regioni d’Italia, perché si incontrano molti ragazzi provenienti da territori diversi dal mio. Sono sicuramente molto orgogliosa della mia terra d’origine e per me è un onore portarne le radici all’interno di questa scuola.
Che consiglio daresti ad un giovane che, come te, sta pensando di intraprendere questo percorso?
Gli direi che è un’esperienza unica, perché insegna qualcosa sia nel bene che nel male, offre opportunità che fuori da qui non si hanno e prepara a una vita sia civile sia militare. Gli consiglierei di impegnarsi sempre e di non smettere mai di crederci, perché è questo che permette di realizzare i propri sogni.

Allievo Andrea Plaitano: nato a Salerno il 5 aprile 2009 ha 16 anni. Padre autista e madre consulente, felici del percorso nella scuola e il loro sorriso, ogni volta che raggiungono Andrea, sorrisi che ricordano sempre il sudore e le ore spese in questo progetto di vita. Ha frequentato il liceo scientifico “Francesco Severi” di Salerno e da cinque anni pratica arti marziali, più precisamente kick-boxe, attività che mi ha aiutato molto nella preparazione fisica per il concorso.
Il giuramento rappresenta un passaggio fondamentale nella vita di ogni allievo. Quali emozioni provi nel compiere questo passo e cosa significa per te impegnarti solennemente al servizio della Repubblica?
Per stare in questa scuola ci vogliono passione e motivazione personale: se si è spinti da qualcun altro che non ha nulla a che fare con la scuola, una volta entrati si rischia di perdere la volontà di continuare, e tutti i frutti dell’impegno saranno stati vani. Fin dal primo giorno ho trovato impegnativo frequentare questa scuola e solo a pensare di aver raggiunto il momento del giuramento mi emoziono enormemente. Il giuramento non è solo un impegno solenne, ma un patto che si firma nel cuore. Prestare servizio militare alla Repubblica a un’età così giovane è un privilegio riservato a pochi e per questo mi sento fortunato.
In che modo senti di essere cambiato rispetto al momento in cui hai varcato per la prima volta il portone dell’Istituto?
Ammetto che il primo giorno è stato il più duro. Quel giorno resterà indimenticabile, perché ha segnato nella mia vita un passo che pensavo di compiere molto più avanti. È vero che il contatto con i genitori non si è mai realmente interrotto e questo ha aiutato molto nei primi giorni; tuttavia, col tempo, si è creato un distacco che ha permesso a tutti noi allievi di allontanarci dalle nostre famiglie senza troppi problemi. Varcare quel portone è stata una sensazione unica e graduale: all’inizio non ci fai troppo caso, ma col passare dei giorni comprendi sempre di più quanto sei cambiato e cresciuto come ragazzo.
I valori di lealtà, spirito di corpo e senso del dovere sono alla base della tradizione della Scuola. Come riesci a viverli nella quotidianità tra studio, attività fisica e vita di gruppo?
Non c’è un giorno in questa scuola in cui non si viva e non si pratichi uno di questi valori. La lealtà e lo spirito di corpo sono i primi principi a essere insegnati e forgiati nel cuore di ciascuno di noi, poiché rappresentano valori di grande responsabilità. Senza lealtà e spirito di corpo non si può sopravvivere ed è proprio questo che distingue una scuola normale da questa. Il senso del dovere cresce col tempo, soprattutto quando ci vengono assegnati incarichi importanti, ma una volta interiorizzato rimane per sempre ed è proprio questo ciò che conta.
Entrare alla Nunziatella significa anche entrare a far parte di una comunità unita e coesa, i cui legami durano per tutta la vita. Cosa rappresenta per te questo senso di appartenenza?
Non si tratta di una comunità, ma di una famiglia: sono due cose distinte. Tra gli allievi nasce un legame che sarà impossibile trovare in qualsiasi altra scuola ed è anch’esso uno dei tanti valori che rendono unica la Scuola Militare Nunziatella. Solo il fatto di appartenere da poco a questa “famiglia” mi permette di comprendere che non sarò mai solo in questo mondo, perché da questa scuola nascono grandi persone che gireranno il globo, rendendo la solitudine molto più rara.
Molti di voi provengono da regioni diverse d’Italia. Quanto conta per te portare con orgoglio le radici della tua terra d’origine all’interno di un contesto così variegato come la Scuola Militare?
Sapere di essere uno dei pochi ragazzi d’Italia ad essere stato accettato nella scuola più prestigiosa della penisola e sapere che resterò nella storia come uno dei pochi del mio paese ad entrare alla Nunziatella, mi rende fiero e orgoglioso. Questo mi sprona ogni giorno a continuare a prestare servizio alla Repubblica e a dare sempre il massimo.
Che consiglio daresti ad un giovane che, come te, sta pensando di intraprendere questo percorso?
Se entrare a far parte della Nunziatella è ciò che desideri davvero e lo vuoi tu, non i tuoi genitori o qualcun altro, fallo. Non te ne pentirai. Sappi però che dovrai fare sacrifici che non tutti sono pronti a compiere e tieni presente che trascorrerai molto tempo all’interno della scuola, soprattutto nel primo anno. Auguro il meglio a tutti coloro che tenteranno di entrare e che vinca il migliore.




