Dopo la “fuitina” di Babbo Natale per mancati accordi con l’amministrazione, il Comune corre ai ripari con una delibera di spesa per salvare l’atmosfera natalizia ma si attende il programma
Agropoli sembra non riuscire ancora a trovare una sua vera identità. Negli anni è stata definita in molti modi — “città dello sport”, “città della cultura”, “città dell’amore e del matrimonio” — ma nessuna etichetta sembra aver resistito al tempo. Perfino quella di “città del Natale”, conquistata con fatica, oggi appare vacillante.
Dopo la “fuitina di Babbo Natale per altri lidi”, come qualcuno ha ironizzato sul mancato accordo tra l’amministrazione comunale e gli organizzatori della Casa di Babbo Natale, il Comune tenta ora di correre ai ripari. L’obiettivo è evitare che le festività si trasformino in un periodo spento e malinconico per cittadini e visitatori.
La Giunta ha approvato una delibera che prevede una spesa di 48mila euro per le luminarie natalizie. Una cifra che, inevitabilmente, ha acceso il dibattito politico e cittadino: c’è chi la considera “una spesa esosa per un solo mese” e chi, invece, la giudica insufficiente a garantire un’illuminazione decorosa.
In città, del resto, le luci restano un argomento sensibile. “Le luminarie di Natale servono tutto l’anno per rendere più luminoso e meno tristi le luci dei lampioni che nonostante un appalto milionario agli agropolesi sembrano sempre troppo fioche”, si legge in un commento che circola con tono polemico. Il riferimento è al contratto per l’illuminazione pubblica, più volte finito sotto osservazione per i risultati considerati deludenti.
C’è poi chi sottolinea come il costo delle luminarie “sia vertiginoso” e che, paradossalmente, “la somma destinata alle luci sia anche troppo bassa e non congrua”. Un ragionamento che mette in luce la contraddizione di fondo: investire tanto per un effetto scenico temporaneo, in una città che ancora fatica a costruire una visione coerente di sé.
In attesa di conoscere il programma natalizio, che “ci sorprenderà di sicuro”, come si spera tra le righe, resta aperta la questione principale: quale immagine vuole davvero dare Agropoli di sé, oltre le etichette di stagione?
Per ora, la città si prepara a un Natale tra luci, ombre e vecchie domande irrisolte.




