Commissione riunita una sola volta: lo strumento che dovrebbe guidare il futuro del commercio cittadino rischia di diventare un progetto non condiviso
Il SIAD il Sistema Informativo per le Attività Produttive e il Commercio è uno degli strumenti più evoluti che un comune può dotarsi per governare il proprio sistema commerciale. Non è un semplice archivio o un atto di pianificazione è una piattaforma in grado di leggere, interpretare e programmare la trasformazione urbana e commerciale di una città in rapporto alla sua crescita demografica, ai flussi reali di persone, ai nuovi stili di consumo e alla necessità di mantenere equilibrio tra grandi superfici, commercio di prossimità e servizi essenziali.
Per un centro come Agropoli, che ormai supera stabilmente le 30.000 presenze equivalenti durante tutto l’anno e vede espandersi il proprio bacino d’utenza ben oltre i confini amministrativi, il SIAD rappresenta un’occasione storica.
Non solo per mettere ordine, ma per pianificare finalmente un modello moderno di sviluppo commerciale.
Uno strumento così può indicare zone da rigenerare, aree da specializzare, funzioni da riequilibrare, percorsi di mobilità commerciale, nuove tipologie di offerta e persino soluzioni tecnologiche per integrare turismo, residenzialità e servizi.
Il Comune di Agropoli ha istituito regolarmente la commissione SIAD, includendo anche figure tecniche qualificate, esperti del settore e professionisti capaci di interpretare i cambiamenti economici e urbanistici in corso.
Una scelta giusta, lungimirante, coerente con una città che cresce e che ha bisogno di strumenti avanzati per non subire il mercato ma guidarlo.
Peccato, però, che secondo quanto risulta alla nostra redazione, la commissione si sia riunita una sola volta. Un’avvio, poi il silenzio. E così lo strumento più innovativo per governare il commercio locale rischia di rimanere un titolo vuoto, un’occasione sospesa, un dossier riposto in un cassetto. Nessuna traccia di linee guida, nessun documento preliminare, nessuna indicazione agli operatori, nessun confronto sugli scenari futuri.
È legittimo, dunque, chiedersi di cosa si sia realmente occupato questo organismo e quali siano i risultati prodotti finora.
Agropoli vive una trasformazione profonda, spinta da investimenti privati imponenti, da nuovi flussi demografici, da un bacino di consumo che cresce più veloce della capacità amministrativa di stare al passo.
Proprio per questo il SIAD non è un adempimento burocratico: è una bussola. Ma una bussola, per funzionare, deve essere usata.




