Divisioni interne tra sostenitori di Federico Conte e della vicesindaca Rosa Lampasona I numeri del voto mostrano un’occasione mancata per la rappresentanza locale
Nel voto regionale appena concluso, la frattura interna al centrosinistra agropolese ha pesato più dei risultati generali. Mentre a livello campano la sfida tra Roberto Fico ed Edmondo Cirielli si è chiusa con la vittoria del primo, sostenuto da un ampio fronte progressista, ad Agropoli la partita si è giocata soprattutto dentro la maggioranza e, in particolare, dentro il Partito Democratico.
In città, infatti, il PD si è diviso in due blocchi. Da un lato la componente definita “purista”, che ha scelto di sostenere il candidato ufficiale del partito, Federico Conte. Molti iscritti avevano spiegato in anticipo che, “essendo tesserati PD”, avrebbero votato il nome indicato dal partito.
Dall’altro lato si è collocata la vicesindaca Rosa Lampasona, candidata nella lista civica “A testa alta”. Una scelta che ha creato tensioni e che, alla fine, ha prodotto numeri molto diversi tra i due candidati.
La Lampasona ha raccolto 2.996 voti complessivi, mentre Conte si è fermato a 8.272 preferenze totali. Ad Agropoli, però, il dato si ribalta parzialmente: la vicesindaca ha ottenuto 861 voti, contro i 581 andati a Conte.
Un passaggio numerico pesa più degli altri. Se la Lampasona avesse ottenuto tutti i suoi 3.577 voti potenziali sul territorio — secondo la ricostruzione politica diffusa nelle ultime ore — la candidata di “A testa alta” sarebbe stata la seconda eletta della lista. In quel caso, con il primo eletto Luca Cascone destinato a un assessorato, sarebbe scattato per lei un ripescaggio considerato più che probabile.
Il risultato, però, ha preso un’altra strada. E Agropoli, ancora una volta, resta senza un rappresentante in Consiglio regionale. Un esito che, come sottolineano diversi osservatori locali, riapre il dibattito su una città che “anche questa volta al netto delle idee politiche” sembra aver finito per “lavorare contro sé stessa”.




