Servizi per l’infanzia potenziati e nuovi supporti educativi, gruppi di partecipazione per coinvolgere cittadini in condizioni di fragilità
A Oliveto Citra il futuro passa anche dalla cura delle famiglie e da chi vive condizioni di fragilità. È il cuore del “Borgo dei Fermenti”, la strategia di rigenerazione dell’area storica che, oltre al recupero urbano e culturale, punta a rafforzare i servizi sociali e l’inclusione.
Nel piccolo centro della Valle del Sele, il progetto finanziato con i fondi del PNRR attraverso il bando nazionale per l’attrattività dei borghi (Linea B) guarda prima di tutto a due categorie: le giovani coppie con figli e i cittadini che affrontano difficoltà economiche o sociali. La rigenerazione, quindi, non riguarda solo luoghi e spazi, ma anche la qualità della vita di chi li abita.
Uno dei pilastri del piano è rivolto alle famiglie con bambini, sia residenti sia potenzialmente interessate a trasferirsi a Oliveto Citra. L’obiettivo è duplice: evitare l’abbandono dei piccoli centri e renderli più attrattivi per chi decide di costruire il proprio futuro in un borgo. Per questo il progetto prevede il potenziamento di tre servizi già attivi: asilo nido, ludoteca per la prima infanzia e centri estivi.
Accanto a questi interventi, si aggiungono due nuove iniziative: la pre-accoglienza scolastica e il supporto scolastico pomeridiano. Quest’ultimo offrirà un aiuto specifico anche ai minori con bisogni speciali, ampliando il sostegno alle famiglie e favorendo la partecipazione piena ai percorsi educativi.
Il tema dell’inclusione trova spazio anche nell’attenzione ai cittadini più fragili. Il progetto prevede la nascita di Gruppi di partecipazione dedicati alla cura e alla valorizzazione dei siti culturali del borgo. Qui quattro persone in situazioni di vulnerabilità svolgeranno attività di sorveglianza e manutenzione, ricevendo un supporto strutturato dal gruppo e un equo rimborso spese per il loro lavoro. Un modo per trasformare la rigenerazione urbana in un’occasione concreta di integrazione.
A sintetizzare la visione è il sindaco Mino Pignata: «Come abbiamo scritto nei documenti di progettazione della nostra Strategia di rigenerazione ogni borgo rappresenta oggi la speranza di una comunità locale. Anche per questo abbiamo voluto che la nostra visione di un Borgo dei Fermenti rimanesse aperta alla partecipazione e tentasse di produrre, dove possibile, occasioni concrete di integrazione sociale. Né potevano sfuggirci le difficoltà di organizzazione della vita familiare che gravano sulle giovani coppie, soprattutto in paesi piccoli e a bassa natalità. In quest’ottica, utilizzare le risorse PNRR per rafforzare la rete dei servizi ci è sembrata una scelta giusta e doverosa».
Il progetto, ancora in corso, segna un passo avanti verso un modello di borgo che non punta solo alla bellezza dei luoghi, ma al benessere della sua comunità.




