Annalisa vive in vico Galli e chiede da mesi uno stallo riservato, la piazzetta davanti casa è affollata d’estate, il Comune non decide
È da questo bisogno elementare che nasce una vicenda che, a Prignano Cilento, si trascina da mesi e che oggi, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, diventa un simbolo delle difficoltà quotidiane affrontate da chi vive condizioni di fragilità.
Annalisa abita in vico Galli. Davanti alla sua casa c’è una piccola piazzetta che, con l’arrivo della bella stagione, si riempie di auto. Per lei, che si muove in carrozzina, raggiungere l’ingresso dell’abitazione diventa spesso complesso. La sua storia clinica è lunga e dolorosa: «sono invalida al 100% ho subito 29 interventi sono portatrice di un neurostimolatore midollare e un Busto rigido perché soffro di una malattia autoimmune degenerativa. In mio possesso ho una carrozzella».
Per questo aveva chiesto al Comune l’assegnazione di un posto auto riservato. Dopo un sopralluogo, l’area era stata individuata. Ma la risposta ricevuta in seguito l’ha sorpresa: «mi hanno comunicato che è un suolo privato».
A quel punto la donna si è rivolta a un avvocato. Il legale ha verificato che lo spazio è effettivamente condominiale, ma anche che presenta caratteristiche tipiche di un luogo pubblico: illuminazione comunale, pavimentazione in porfido e una denominazione ufficiale. Per questo ha scritto al sindaco tramite PEC, chiedendo di procedere comunque: «per legge non essendoci un amministratore si doveva procedere per il posto auto e che non facendo ciò si procedeva legalmente».
La replica dell’amministrazione è stata una proposta alternativa: assegnare lo stallo in un’altra zona del paese. Ma si tratta di un’area in salita ripida, in “salita Purgatorio”, che Annalisa non può raggiungere in carrozzina: «una salita rapidissima inaccessibile in carrozzella».
Dopo ulteriori solleciti via PEC, il 13 novembre il sindaco ha contattato direttamente Annalisa. Lei racconta che l’ha rassicurata: «si assumeva lui la responsabilità e che quindi emanava una delibera e mi assegnava un posto auto in piazzetta». Tuttavia, da quel giorno, nessun atto è stato adottato. «Da allora niente è stato fatto», spiega. E aggiunge che ai suoi contatti recenti il primo cittadino non avrebbe risposto.
Il suo sfogo è amaro: «Io chiedo solo un mio diritto e dal danno alla bleffa. Un primo cittadino che dovrebbe affiancarsi ai più deboli cosa fa? Il mio è solo un grido d’aiuto perché i nostri diritti vengono messi in atto e sopratutto che non dobbiamo essere raggirato e presi per i fondelli».
A sostenerla, oggi, c’è anche la redazione di Cilento Post, che sottolinea come la sua richiesta riguardi un diritto essenziale alla mobilità e alla dignità personale.




