Il tribunale amministrativo blocca l’ordinanza comunale che imponeva la demolizione delle opere e la cessazione dell’ospitalità collettiva, nel centro vivono 47 richiedenti asilo privi di alternative
Nel centro di accoglienza straordinaria di Morio Alto, ad Agropoli, 47 persone richiedenti protezione internazionale rischiavano di perdere all’improvviso un tetto. È questo l’elemento umano che ha spinto il Tribunale Amministrativo Regionale a intervenire con urgenza, sospendendo l’ordinanza comunale che imponeva la chiusura immediata della struttura.
La vicenda nasce dal ricorso presentato da Ermes Accoglienza S.r.l., rappresentata dagli avvocati Simona Corradino e Francesco Lanocita. La società ha impugnato l’ordinanza prot. n. 40496 del 3 dicembre 2025, con cui il Responsabile di Area del Comune aveva intimato la demolizione delle opere realizzate in seguito a una SCIA edilizia del 2024 e la cessazione dell’uso collettivo dell’immobile. Il provvedimento prevedeva anche l’interdizione dell’ospitalità collettiva per i richiedenti asilo presenti nella struttura di Via Fontana, in località Morio Alto.
Il ricorso contesta inoltre la comunicazione del 7 novembre 2025, con cui il Comune aveva avviato il “procedimento finalizzato alla verifica dello stato legittimo dell’immobile (…) e all’emissione di provvedimenti sanzionatori ex D.P.R. 380/2001”. Nel fascicolo rientrano anche la relazione istruttoria e i verbali dei sopralluoghi del 3 e del 5 novembre, degli elementi di cui però non sono noti gli estremi.
Di fronte alla richiesta di misure cautelari, il giudice ha rilevato l’esistenza di un caso di “estrema gravità ed urgenza”, considerando quanto dichiarato dalla società: “il CAS è attualmente abitato da n. 47 persone richiedenti protezione internazionale che, nel caso di chiusura, rimarrebbero privi di dimora e tutela”.
Il TAR ha quindi accolto l’istanza e sospeso l’efficacia dell’ordinanza, rinviando la decisione collegiale alla camera di consiglio fissata per l’8 gennaio 2025. Il decreto, firmato a Salerno il 5 dicembre, sarà notificato alle parti dalla Segreteria del Tribunale.
La sospensione permette per ora di evitare lo sgombero immediato e garantire continuità dell’accoglienza, in attesa del giudizio nel merito.




