Sembrerebbe che la presidenza di Mimmo Gorga alla Sistemi sud stia vacillando, queste le voci che arrivano da Palazzo di città
Nella politica locale le certezze durano spesso meno di una stagione, e ad Agropoli questo principio sembra manifestarsi con particolare evidenza. Dopo mesi segnati da tensioni sotterranee e fratture sempre più visibili, il quadro della maggioranza appare nuovamente in bilico, mentre emergono indiscrezioni che alimentano ulteriori dubbi sulla solidità dell’attuale assetto amministrativo.
La crepa più profonda è quella aperta durante le scorse regionali, quando la decisione dei militanti del Partito Democratico di sostenere il proprio candidato, sacrificando di fatto la vicesindaca Lampasona, aveva generato uno strappo interno difficile da ricucire. Nei giorni successivi, una cena riservata tra le parti coinvolte avrebbe tentato di riportare la calma, ma il tentativo non sembra aver prodotto risultati definitivi.
Intanto, da Palazzo di Città filtrano voci insistenti riguardo a un altro fronte di tensione. Secondo alcuni rumors, Mimmo Gorga sarebbe a rischio uscita dalla presidenza della CST Sistemi Sud. Le motivazioni non sono state chiarite, ma l’ipotesi si intreccia con il suo ruolo nella partecipata Cilento Agropoli Servizi, elemento che lo colloca al centro di equilibri politici delicati.
A influire potrebbe essere anche il nuovo corso intrapreso dal Comune di Capaccio, socio della Sistemi Sud. L’amministrazione capaccese — impegnata a recidere ogni legame con la gestione precedente — considererebbe la CST Sistemi Sud troppo connessa al passato politico della città dei Templi. Una posizione che, se confermata, rischierebbe di ripercuotersi direttamente sugli equilibri dell’intero sistema costruito negli ultimi anni ad Agropoli.
Gorga parla della questione: “Credo di avere la fiducia di tutti gli amministratori soci della partecipata, non ho avuto sentore dalle interlocuzioni di qualche problemi di sorta”
Il risultato è un quadro instabile, in cui dinamiche interne, vecchie alleanze e strategie di territorio si intrecciano, lasciando sullo sfondo un’unica certezza: ciò che oggi appare definito, domani potrebbe cambiare ancora.




