Il vice questore cilentano originario di Albanella andrà in quiescenza dal 1 gennaio 2026 dopo 18 anni alla guida della Digos di Reggio Emilia, una carriera segnata da indagini complesse e importanti riconoscimenti
Dopo quarant’anni di servizio nella Polizia di Stato, il vice questore Lucio Di Cicco si prepara a lasciare l’uniforme. Dal 1° gennaio 2026 andrà in quiescenza per raggiunti limiti di età il dirigente della Digos di Reggio Emilia, ruolo che ha ricoperto ininterrottamente per 18 anni, diventando una figura di riferimento nel panorama della sicurezza nazionale.
Originario di Albanella, nel Cilento, Di Cicco ha costruito una carriera lunga e articolata, sempre legata ai settori più delicati della prevenzione e dell’intelligence. È fratello del dottor Cosimo Di Cicco, Ispettore della Polizia Stradale in servizio alla sottosezione di Eboli.
L’ingresso nella Polizia di Stato risale al 1986, dopo il superamento del concorso per allievi agenti e la frequenza del corso di formazione alla Scuola di Vibo Valentia. Il primo incarico lo porta a Roma, alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, allora Ucigos, struttura nella quale resterà per molti anni.
Nel 1990 supera il concorso per vice ispettori e, dopo la formazione alla scuola di Nettuno, continua il servizio alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione fino al 2003. In parallelo consolida il proprio percorso accademico, conseguendo la laurea in Scienze Politiche all’Università di Salerno e un master di primo livello in “Sicurezza e governance del territorio”.
Il salto di carriera arriva nel 2003 con il superamento del concorso per commissari della Polizia di Stato, che lo porta a diventare funzionario. Dal 2004 al 2006 è dirigente della Digos alla Questura di Teramo, mentre tra il 2006 e il 2008 opera alla Questura di Bologna, dove dirige la Sezione investigativa della Digos, ottenendo risultati considerati di rilievo.
Nel gennaio 2008 il trasferimento a Reggio Emilia, destinazione che segnerà l’ultima e più lunga fase della sua carriera. Qui Di Cicco guida la Digos fino a oggi, ricevendo nel tempo numerose ricompense e riconoscimenti ufficiali: la Medaglia di bronzo, d’argento e d’oro al merito di servizio, oltre alla Croce di bronzo per anzianità di servizio.
Tra le operazioni più significative condotte negli anni reggiani figurano i complessi accertamenti svolti in collaborazione con la Digos di Bologna sulla strage del 2 agosto 1980, uno dei capitoli più dolorosi della storia repubblicana. Di rilievo anche le indagini che nel 2022, insieme alla Digos di Genova, hanno portato allo smantellamento di un’associazione con finalità terroristiche in ambito internazionale.
Proprio oggi, in occasione del suo sessantesimo compleanno, Lucio Di Cicco ha salutato colleghi e autorità nella Sala Palatucci della Questura di Reggio Emilia. Un momento carico di emozione, condiviso con i vertici della Questura, rappresentanti delle altre forze dell’ordine e numerosi esponenti della società civile, testimoni di un percorso professionale che ha intrecciato rigore investigativo, dedizione al servizio e profondo senso delle istituzioni.




