Nel volume edito da l’ArgoLibro il racconto di una madre che dopo la perdita della figlia sedicenne trasforma il dolore in dialogo, memoria viva e testimonianza di un legame che continua
Come si attraversa un lutto improvviso e devastante senza restare schiacciati dall’assenza? È la domanda che attraversa “Ti scrivo ancora – 17 anni di amore per un amore che non muore”, il libro di Teresa Astone edito da l’ArgoLibro, un’opera che nasce da una perdita lacerante e si trasforma in un racconto di continuità, dialogo e resistenza dell’amore.
Giugno 2008. A seguito di un incidente avvenuto due settimane prima, muore Debora Radano, sedici anni. Proprio il giorno dell’incidente la ragazza aveva sostenuto l’esame di qualifica presso l’Istituto Alberghiero. Un evento che spezza brutalmente una vita giovane e travolge quella della madre, Teresa.
Eppure, di fronte al dolore, Teresa Astone non sceglie il silenzio. Non si chiude nell’assenza. Reagisce e “sente”, percepisce che oltre il distacco fisico esiste altro. È questo “altro” il cuore pulsante del libro: decine di lettere indirizzate alla figlia, pagine che raccontano una storia che non si interrompe, ma continua a camminare su un piano diverso.
Il lettore avverte fin da subito che non si tratta di un monologo. Non è solo una madre che scrive a una figlia perduta. Tra le righe emerge un dialogo, una presenza che attraversa la dimensione dei sentimenti, dei cuori, della voce. Pagina dopo pagina si scopre che, per affrontare l’assenza, non esistono soltanto i ricordi, pur fondamentali. Può nascere un nuovo modo di vivere il legame, e qui accade.
Sono pagine che commuovono e fanno riflettere, che spogliano la quotidianità dalle sue distrazioni più superficiali. Il dolore diventa una guida severa ma necessaria verso l’essenziale. È in questo spazio intimo e senza tempo che Teresa e Debora continuano a parlarsi. E il lettore è invitato ad ascoltare.
Le parole dell’autrice restano il manifesto più autentico dell’opera: “Affido al mondo il mio testamento d’amore. Non è solo un libro. È un cuore che continua a battere tra le pagine. È la storia di diciassette anni di vita condivisa: sorrisi che hanno illuminato il quotidiano, abbracci che hanno dato rifugio, sogni coltivati insieme… e un amore così grande da non fermarsi nemmeno davanti alla morte”.
Quando Debora “ha lasciato il mio abbraccio”, racconta Astone, “il silenzio è diventato insopportabile”. Da lì nasce la scrittura, un flusso di lettere come tentativo di trasformare il vuoto in presenza, la perdita in forza, il silenzio in memoria viva. “Ogni pagina è un passo verso di lei. Un dialogo che non si è mai interrotto”.
“Ti scrivo ancora” è il viaggio di una madre attraverso il lutto, ma soprattutto la testimonianza di un amore che cambia forma senza svanire. Un libro rivolto a chi ha conosciuto il dolore, a chi si è sentito smarrito, ai giovani che cercano un appiglio quando la vita pesa troppo. Un invito chiaro e potente: l’amore autentico non muore, resta.
Sfogliando queste pagine si entra in un mondo di emozioni nude e di un legame che non conosce fine. Non è solo la storia di Teresa e Debora, ma di chiunque abbia amato così profondamente da dover imparare a vivere anche nell’assenza. Un cammino nel dolore, sì, ma anche una luce per ritrovare il proprio passo, il proprio cuore, la propria strada.



