Nel giorno dell’anniversario della morte della madre una donna subisce un furto in casa a Montecorvino Pugliano spariscono gioielli di famiglia dal valore affettivo incalcolabile
Il dolore per un anniversario che non passa e un furto che riapre ferite profonde. È quanto ha vissuto Rosaria a Montecorvino Pugliano, dove nella giornata di ieri, 27 dicembre, la sua abitazione è stata presa di mira dai ladri proprio mentre ricordava la madre scomparsa.
“Ieri, 27 dicembre, era l’anniversario della morte di mia mamma”. Così inizia il racconto di una giornata segnata dal silenzio e dalla nostalgia, aggravata da un gesto che ha colpito nel profondo. “Un giorno già carico di silenzio, di nostalgia, di quei pensieri che tornano sempre e fanno un po’ più male degli altri. Nello stesso giorno ho subito un furto in casa”.
I malviventi hanno portato via i gioielli appartenuti alla madre. “Sono stati rubati i suoi gioielli. E voglio dirlo chiaramente: non è il valore economico a turbarmi. Quello che fa male è aver perso oggetti che per me avevano un valore affettivo immenso”. Tra gli oggetti sottratti anche un bracciale d’argento, legato a un altro lutto recente. “Tra le cose rubate c’era anche un bracciale d’argento: l’ultimo regalo che mi ha fatto mio padre per i miei 40 anni. Papà che ho perso quest’anno, esattamente sei mesi fa”.
Per chi ha compiuto il furto si tratta forse solo di metalli preziosi. Per chi li ha persi, invece, sono frammenti di vita. “Chi ha portato via quelle cose forse ha visto solo dell’oro o dell’argento. Io invece vedevo ricordi. Vedevo la fede e l’anello di fidanzamento dei miei genitori, simboli di una famiglia che non c’è più, ma che continuo a portare nel cuore”.
Un appello che va oltre la denuncia e chiama in causa la coscienza collettiva. “Erano piccoli scrigni di memoria, di calore, di amore. Per questo chiedo un po’ di umanità. A chi ha compiuto il furto. A chi compra refurtiva. A chi, magari, si imbatterà in annunci di vendita con le foto di quei gioielli”.
Rosaria chiede di guardare oltre il valore materiale e di immedesimarsi nel dolore di chi ha già perso troppo. “Mettetevi nei panni di una persona a cui la vita ha portato via i genitori troppo presto, e a cui restano solo i ricordi. Ricordi che non hanno prezzo, ma che ieri mi sono stati strappati via”.
E chiude con una speranza, affidata all’umanità anche di chi ha sbagliato. “Io voglio credere che un cuore, in fondo, ce l’abbiano tutti. Anche un ladro. Anche un ricettatore. Anche loro hanno una famiglia, degli affetti. E forse possono capire che non mi hanno tolto dei gioielli, ma dei pezzetti di vita, di memoria, di casa”.

