Dopo il cambio di guida il nuovo vertice ricostruisce la fine dell’assetto precedente e indica responsabilità politiche nella gestione dell’Ente
L’elezione di Vincenzo Rosolia alla presidenza della Comunità Montana Alburni segna un passaggio politico rilevante per il comprensorio e riporta al centro del dibattito il ruolo del presidente uscente Antonio Opramolla. Il confronto tra i due si sviluppa sul terreno della tenuta della maggioranza e dell’operatività dell’Ente negli ultimi mesi.
Rosolia, vicesindaco di Sicignano degli Alburni, risponde alle accuse avanzate da Antonio Opramolla, sindaco di Serre, rivendicando un metodo di lavoro improntato alla presenza negli uffici e alla gestione delle pratiche. «Mentre altri scrivevano sui social polemizzando, io ero in Comunità montana a lavorare alle varie importanti rendicontazioni dei progetti» afferma il neo presidente, sottolineando che «gli Enti vanno guidati e seguiti con la presenza reale e concreta negli uffici e non attraverso i social».
Nel suo discorso introduttivo Rosolia ricostruisce le tappe che hanno portato al cambio di maggioranza, attribuendo a Opramolla la responsabilità di non essere riuscito a mantenerla compatta. «L’ultima maggioranza non è venuta meno questo dicembre con la consegna del nuovo documento programmatico, piuttosto diversi mesi fa quando numericamente sono mancati i presupposti» spiega, ricordando che l’assetto iniziale contava su nove Comuni. «Nel tempo però, per differenti vedute, molti rappresentanti si sono tirati indietro».
Secondo il nuovo presidente, il nodo principale sarebbe stato il venir meno delle condizioni politiche minime per governare l’Ente. «La verità è che non si può operare democraticamente senza una maggioranza, rinviando consigli e punti all’ordine del giorno temendo di non raggiungere i numeri» afferma Rosolia, sostenendo che Opramolla «non ha mostrato impegno nel voler seriamente recuperare, lasciando che i rapporti si lacerassero tra i vari delegati, rallentando e mettendo a rischio il funzionamento dell’Ente stesso».
La nuova Giunta, sostenuta da dieci Comuni degli Alburni, nasce in netta discontinuità rispetto alla fase precedente, dalla quale restano fuori Serre e Roscigno. Un dato politico che ridisegna gli equilibri e isola l’ex presidente nel nuovo assetto istituzionale.
Sul piano amministrativo, Rosolia lega il cambio di guida alla necessità di recuperare rendicontazioni arretrate e rilanciare la progettazione, rafforzando i rapporti con la Regione Campania. Una linea che, nelle sue parole, mira a superare le criticità emerse durante la presidenza Opramolla e a riportare l’Ente su una gestione più stabile.
La fase che si apre alla Comunità Montana Alburni è quindi segnata da una lettura critica dell’operato dell’ex presidente e dall’avvio di una nuova stagione politica che punta a ricomporre il quadro istituzionale.




