Il gruppo consiliare di opposizione critica la sospensione degli scavi per la fibra, ispirata al modello Bacoli
Il problema delle strade dissestate ad Ascea esiste da anni.
A ricordarlo è il gruppo consiliare di opposizione “Ascea in testa”, che in un comunicato prende di mira l’ultima decisione del sindaco.
Il riferimento è alla sospensione delle autorizzazioni agli scavi per la posa della fibra ottica.
Un provvedimento che, secondo l’opposizione, ricalca il cosiddetto “modello Bacoli”.
In altri territori, spiegano i consiglieri, quella scelta è maturata dentro una visione amministrativa chiara e strutturata.
Ad Ascea, invece, la mossa appare isolata e priva di una strategia complessiva.
Nel testo diffuso da “Ascea in testa” si sottolinea come le strade del paese siano da tempo in condizioni critiche.
Buche, avvallamenti, rappezzi provvisori e manutenzioni sporadiche sono diventati una costante.
È una situazione sotto gli occhi di chi guida, pedala o cammina ogni giorno.
Eppure, osserva l’opposizione, l’allarme istituzionale scatta solo ora.
Non per le strade comunali mai interessate da cantieri, lasciate a se stesse e spesso impraticabili.
L’attenzione si concentra esclusivamente sui ripristini eseguiti dalle ditte che operano per conto di Open Fiber.
Nel comunicato si contestano lavori giudicati approssimativi.
Si richiamano possibili rischi per la sicurezza stradale.
Una denuncia ritenuta legittima, ma incompleta.
La domanda posta dal gruppo consiliare è diretta: che fine fa il resto della rete viaria comunale.
Proprio quella che, in molti tratti, versa in condizioni peggiori e crea pericoli quotidiani per automobilisti, ciclisti e pedoni.
“Basterebbe citare via della Vecchia Fontana, dove l’asfalto è ormai un ricordo”, scrivono i consiglieri.
E ancora “via Sant’Antonio, che somiglia più a un percorso a ostacoli che a una strada comunale”.
Il comunicato richiama anche corso Elea, con “pietre divelte e pavimentazione sconnessa, pericolosa per tutti: automobilisti, ciclisti, pedoni, anziani, passeggini”.
Strade che non sono state interessate da scavi recenti e che presentano criticità, secondo l’opposizione, ben più gravi.
A supporto del provvedimento del sindaco viene citata una relazione tecnica del Comando di Polizia Locale, con documentazione fotografica.
Da qui l’interrogativo di “Ascea in testa” su cosa sia stato effettivamente documentato.
I consiglieri parlano di una scelta che “copia il gesto, non la politica; la forma, non la sostanza”.
Per l’opposizione non si tratta di una svolta, ma di un’imitazione tardiva.
Nel merito, il gruppo chiede programmazione, manutenzione ordinaria costante e interventi strutturali.
Serve, ribadiscono, una visione complessiva del territorio.
La chiusura del comunicato è affidata a un proverbio che sintetizza la posizione politica:
“È facile vedere il fumo della casa altrui, quando il proprio tetto brucia.”




