Candidata tra le fila di La Porta e in quota Bufano, Bonora fa esplodere le tensioni tra Mutalipassi ed il gruppo consiliare
La riconferma di Mimmo Gorga alla presidenza di CST Sistemi Sud era scontata. Il voto è stato unanime tra i Comuni presenti, oltre l’80 per cento. La partita vera, però, non stava sulla presidenza.
Il caso politico nasce con l’ingresso di Maristella Bonora nel Consiglio di amministrazione. È una figura nuova per la scena politica cittadina. Alle ultime amministrative era candidata con Massimo La Porta consigliere oggi all’opposizione. Una scelta che non passa inosservata e che indispettisce una parte della maggioranza.
Il gruppo “Agropoli oltre Agropoli”, formato da Franco Di Biasi, Gennaro Russo e Ubaldo Serra, non contesta il risultato formale ne contesta il messaggio. Per i tre consiglieri, quella nomina riscrive equilibri che l’amministrazione continua a definire “compatti”.
Nei corridoi di Palazzo di città si ripete che Bonora sia entrata “in quota Bufano”. Il riferimento è al consigliere passato dall’opposizione alla maggioranza, un cambio di casacca accompagnato da incarichi, tra cui un posto al Gal Pesca Magna Graecia. Un precedente che pesa e che rende la scelta meno neutrale di quanto si voglia far credere.
Il retroscena affonda nella partita delle provinciali. La sera precedente il sindaco Roberto Mutalipassi aveva organizzato una cena con i consiglieri di maggioranza. In quell’occasione avrebbe chiesto, per la seconda volta, il sostegno al proprio percorso verso il Consiglio provinciale.
La risposta, però, non sarebbe stata corale. Alcuni non si sarebbero presentati, a partire dal gruppo nato da poco. Da qui l’idea che non esista un solo “Franco tiratore”, ma più amministratori pronti a impegnare il voto su altri candidati.
In questo contesto, la linea del sindaco appare più muscolare. Secondo i suoi critici, la scelta è quella di chiudere i rubinetti del sottogoverno e di redistribuire gli incarichi solo a chi garantisce fedeltà. La CST, dunque, non come atto amministrativo, ma come messaggio politico e dimostrativo.
Per “Agropoli oltre Agropoli” la vicenda non è un episodio isolato. Dalla nascita del gruppo, i segnali di marginalizzazione si sono accumulati e i tre consiglieri hanno inanellato una serie di insuccessi

