Analisi dei consensi che hanno portato Roberto Mutalipassi in Consiglio provinciale tra sostegni limitati equilibri interni e nuovi interrogativi politici
L’elezione del sindaco di Agropoli, Roberto Mutalipassi con 2646 voti ponderati al Consiglio provinciale di Salerno apre una fase di lettura politica che va oltre il risultato formale. Una vittoria di Pirro, I numeri del voto, infatti, raccontano un quadro fatto di appoggi selettivi, equilibri di partito e tensioni nella maggioranza cittadina.
Una prima stima indica un sostegno circoscritto. A votare Mutalipassi sarebbero stati Marciano, Crispino, Astone, Santangelo, Bufano, Abagnala, Pesca e Serra. Un perimetro ristretto, che evidenzia come l’elezione sia maturata grazie a un nucleo definito di amministratori.
Resta il dato politico del rapporto con il gruppo Agropoli Oltre Agropoli. Nonostante la dichiarata “Assenza di contrasti con la maggioranza”, il gruppo non avrebbe sostenuto il primo cittadino, fatta eccezione per il voto di Ubaldo Serra. Un’assenza che pesa nella lettura degli equilibri interni, per non parlare del resto.
Nel retroscena della vigilia, un messaggio WhatsApp pubblicato per errore dallo stesso Mutalipassi riferiva di “1800 voti di consiglieri di Agropoli, Unione dei comuni”, mentre l’interlocutore del Partito Democratico indicava il contributo di “due consiglieri di Salerno e del Consigliere Ingenito di Mercato San Severino”. Indicazioni che fotografano il lavoro di costruzione del consenso su più livelli territoriali.
Determinanti, nell’economia complessiva del voto, sono stati anche i consensi di Giovanni Guzzo e Giuseppe Lanzara. I loro voti hanno aumentato il quoziente del partito, consentendo di pescare tra gli eletti anche Mutalipassi. In assenza di questo apporto, il seggio sarebbe potuto andare alla lista gemella del PD “A Testa alta”, che avrebbe conquistato tre consiglieri invece degli attuali due.
Il risultato apre ora una fase delicata nella politica agropolese. “La notte dai lunghi coltelli” nella maggioranza ad Agropoli, come viene definita in ambienti politici, è appena iniziata. Chi ha sostenuto il sindaco chiederà garanzie e maggiore considerazione rispetto a chi non lo ha appoggiato.
C’è poi il tema degli incarichi. Mutalipassi è oggi sindaco di Agropoli, presidente dell’Unione dei Comuni e consigliere provinciale. Un accumulo di responsabilità che alimenta il dibattito: per alcuni, troppi impegni rischiano di distoglierlo dall’obiettivo principale, portare a termine il mandato e valutare, con il sostegno degli alleati, la prospettiva di un secondo mandato.
La sua elezione in Provincia, dunque, segna un passaggio politico rilevante, ma consegna anche una mappa di consensi e criticità che il sindaco dovrà ora governare con attenzione.




