Proroga tecnica arrivata il 12 gennaio, ma non per lo specchio acqueo del molo di sopraflutto, il Comune pubblica ora la determina, trasparenza sotto accusa
Il porto di Agropoli è diventato l’ennesimo caso di gestione confusa. E, ancora una volta, a farne le spese sono operatori, cittadini e l’immagine dell’ente. Le concessioni portuali sono scadute il 31 dicembre. La proroga tecnica è arrivata solo il 12 gennaio. In mezzo, giorni di incertezza.
La proroga ha riguardato tutte le concessioni. Tutte tranne una. Proprio quella intestata al Comune di Agropoli per lo specchio acqueo del molo di sopraflutto, area che fino al 31 dicembre 2025 l’ente aveva concesso in uso in compensazione per servizi resi da una società al Comune stesso. Quella concessione, incredibilmente, non è stata prorogata.
Nel frattempo, il porto è finito in una vera e propria corsa all’oro. Sono state presentate circa cinquanta domande. Molte insistevano sulle stesse aree. Tradotto: una guerra tra concessionari, con sovrapposizioni, ricorsi annunciati e un quadro amministrativo sempre più opaco.
Mentre l’attenzione era concentrata sul “resto del porto”, oggi arriva la determina che dà pubblicità proprio alla concessione dell’area del molo di sopraflutto. Un’area che, è bene ricordarlo, era del Comune e che il Comune non ha mai provveduto a prorogare. Prima si dimentica la propria concessione, poi si mette a bando ciò che fino a ieri gestiva: una sequenza che lascia più di un dubbio.
L’impressione, sin dall’inizio, è quella di una gestione fallimentare. Se l’obiettivo era “favorire” i concessionari già presenti e scoraggiare nuovi competitor, il risultato è stato l’esatto contrario: confusione, sovrapposizioni, incertezza giuridica. E soprattutto una trasparenza che non è certo la prima cosa che salta all’occhio.
Il porto non può essere amministrato a colpi di proroghe tardive e dimenticanze clamorose. Servono regole chiare, tempi certi e scelte coerenti. Altrimenti resta solo un mare di domande, e pochissime risposte.




