Nel documento contabile non compare una passività nata negli anni Ottanta e già riconosciuta da sentenza, la scelta sposta nel tempo un problema con effetti su servizi e tasse
Con l’approvazione del Bilancio di previsione 2026–2028, il Comune di Ogliastro Cilento ha compiuto una scelta che merita di essere spiegata ai cittadini: non riconoscere in bilancio un debito di circa 500mila euro, nonostante esso sia noto, quantificato e derivante da una sentenza già emessa.
Questo debito non nasce oggi e non è una sorpresa improvvisa. Affonda le sue radici negli anni ’80, quando il Comune non ottemperò a obblighi economici relativi alla fornitura idrica con il Consorzio Acquedotti del Calore Lucano. Da allora, rinvii, opposizioni e scelte amministrative discutibili hanno trasformato un importo iniziale molto più contenuto (circa 130.000 euro) in una somma che oggi raggiunge i 500mila euro.
Negli anni, invece di affrontare il problema, accantonare progressivamente le somme dovute o ridurre l’impatto sul bilancio futuro, si è scelto di rimandare, lasciando che interessi, spese legali e soccombenze facessero lievitare il debito. Oggi quel debito esiste ed è esigibile. Non inserirlo nel bilancio non lo cancella.
Significa soltanto spostare il problema nel tempo, scaricandolo sulle future scelte e, soprattutto, sui cittadini. Un debito di queste dimensioni comporta conseguenze molto concrete e cioè meno risorse per servizi essenziali, meno capacità di investimento, possibile aumento delle imposte o ricorso a mutui pluriennali. In altre parole, ogni euro destinato a coprire un debito non affrontato per tempo è un euro sottratto alla comunità. Già in passato, in occasione del Rendiconto 2024 e della variazione di bilancio 2025, la questione era stata formalmente sollevata in Consiglio comunale.
Con il Bilancio 2026–2028 si è scelto, ancora una volta, di non affrontarla. Non è una questione tecnica, né una polemica politica, è una questione di trasparenza, responsabilità e visione. Amministrare significa anche dire la verità quando è scomoda. Perché i debiti, prima o poi, li paghiamo tutti. E più si rinviano, più costano. Le osservazioni e le criticità qui richiamate non sono rimaste sul piano del dibattito politico, ma sono state formalmente riportate negli atti ufficiali del Consiglio comunale.
Come previsto dalle norme vigenti, gli atti contabili dell’Ente seguono ora il loro ordinario percorso di verifica presso gli organismi competenti. Da parte nostra riteniamo di aver svolto fino in fondo il dovere di segnalare e documentare una situazione che riguarda il futuro finanziario del Comune. Ogni ulteriore valutazione seguirà le sedi e le responsabilità previste dall’ordinamento.




