Sul territorio esplode un’emergenza sanitaria concreta: un solo pediatra disponibile per Agropoli e i comuni limitrofi, diritti essenziali a rischio
Un grido d’allarme che non può restare inascoltato arriva dalla pagina satirica Agropoli Confidential, che punta i riflettori su una criticità gravissima: la carenza di pediatri ASL nel comprensorio di Agropoli.
Secondo la segnalazione, verificabile direttamente presso gli sportelli dell’ASL, sul bacino che comprende Agropoli, Castellabate, Torchiara, Prignano Cilento e Ogliastro Cilento, la situazione attuale è allarmante.
I pediatri Feo e Riello risultano con massimale pieno, Mondelli è l’unico con disponibilità residua, mentre il mandato annuale del pediatra Rocco si è concluso il 5 gennaio 2026, dopo la scadenza del precedente incarico della dottoressa Romano.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine di famiglie rimaste senza pediatra di riferimento, costrette a peregrinare tra sportelli e telefonate, in un periodo segnato da influenza diffusa e da un aumento delle patologie stagionali tra i minori.
La domanda posta dalla segnalazione è tanto semplice quanto legittima:
perché, di fronte a una situazione già nota, non è stato rinnovato per tempo il contratto alla dottoressa Romano?
E, se ciò non era possibile, perché non si è provveduto ad attivare almeno un’ulteriore unità per garantire la copertura minima del servizio?
Con un bacino di utenza così ampio, un solo pediatra disponibile è palesemente insufficiente. Secondo quanto evidenziato, ne servirebbero almeno due per assicurare continuità assistenziale e tutela effettiva dei bambini.
Il quadro complessivo, denunciato con toni duri ma realistici, è quello di un territorio che ha già perso pezzi fondamentali della sanità pubblica:
niente ospedale,
niente pronto soccorso,
ora anche senza pediatri.
Ma, come sottolineato nella segnalazione, i bambini non possono aspettare. Non possono farlo mentre l’agenda pubblica resta concentrata su altro, né mentre le famiglie vengono lasciate sole di fronte a un diritto essenziale come l’assistenza sanitaria di base.
Una situazione definita senza mezzi termini inaccettabile e vergognosa, che chiama in causa responsabilità precise e impone risposte immediate. Perché qui non si parla di polemica politica, ma di diritti fondamentali.
E la tutela dei bambini dovrebbe venire prima di tutto. Subito.


