Respinti gli appelli degli ex dipendenti provinciali, responsabilità confermate per oltre 6 milioni di euro, ridotta la sanzione alla banca coinvolta
La sezione centrale d’Appello della Corte dei conti ha messo definitivamente la parola fine all’inchiesta sulle cosiddette Strade Fantasma nel Cilento, respingendo i ricorsi presentati da due ex dipendenti della Provincia di Salerno e confermando, nel merito, le responsabilità già accertate in primo grado per il maxi danno erariale contestato.
L’unica modifica introdotta dalla decisione riguarda la posizione dell’istituto di credito coinvolto: la sanzione pecuniaria inflitta a BPER Banca, già Banca della Campania e all’epoca tesoriere dell’ente di Palazzo Sant’Agostino, è stata ridotta.
L’inchiesta trae origine da una denuncia presentata dall’allora sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, figura simbolo della difesa del territorio e della legalità. Vassallo fu assassinato il 5 settembre 2010 in un agguato rimasto, ancora oggi, senza colpevoli e senza un movente ufficialmente accertato.
Con la sentenza n. 430 del 2024, la Sezione giurisdizionale regionale per la Campania della Corte dei conti aveva quantificato in 6 milioni e 362mila euro il danno erariale subito dalla Provincia di Salerno tra il 13 febbraio 2007 e l’8 settembre 2009. Secondo i giudici contabili, il pregiudizio per le casse pubbliche sarebbe derivato dalle condotte di tre dipendenti provinciali che, a vario titolo, avrebbero contribuito alla predisposizione di 36 mandati di pagamento.
I fondi erano stati destinati a cinque società private, tutte riconducibili allo stesso imprenditore, oltre che all’allora Banca della Campania, che aveva materialmente eseguito i pagamenti. Le somme riguardavano lavori pubblici risultati, dopo gli accertamenti, mai eseguiti oppure già pagati in precedenza.
Con la decisione dell’Appello viene dunque confermato l’impianto accusatorio alla base dell’inchiesta, consolidando le responsabilità per il presunto sperpero di risorse pubbliche, mentre viene rideterminata in senso riduttivo la posizione sanzionatoria dell’istituto bancario coinvolto.




