Nel comune di 307 abitanti il 43,1% dei residenti tra 25 e 49 anni è laureato: è il dato più alto del Salernitano secondo Openpolis su dati Istat 2022
È Campora, piccolo borgo del Cilento con appena 307 abitanti, il Comune della provincia di Salerno con la più alta percentuale di laureati nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 49 anni. A certificarlo è una ricerca di Openpolis, basata su dati Istat 2022, che assegna al centro cilentano una quota record del 43,1%.
Un dato che non solo colloca Campora al vertice provinciale, ma lo rende anche l’unico Comune del Salernitano a superare la soglia del 40%, entrando così in una ristrettissima élite nazionale: nel 2022, infatti, solo 81 Comuni italiani (meno dell’1%) registravano una percentuale di laureati tra 25 e 49 anni superiore al 40%.
Sul podio provinciale figurano anche Salerno, con il 39%, e Vallo della Lucania, che si attesta al 35%, confermandosi come uno dei poli culturali e formativi dell’entroterra cilentano. All’estremo opposto si colloca San Rufo, che registra la percentuale più bassa di laureati, pari all’11,5%.
I numeri mettono in evidenza forti disparità territoriali, non solo all’interno della provincia ma anche nel contesto regionale. Nonostante alcune realtà virtuose, la Campania nel suo complesso resta al di sotto della media nazionale: secondo Openpolis, nel 2021 la quota di laureati nella fascia 25-34 anni era pari al 23,7%.
Il quadro nazionale non è più rassicurante. Nel 2024 l’Italia contava una percentuale di laureati tra i 25 e i 34 anni pari al 32%, uno dei dati più bassi in Europa: peggio ha fatto solo la Romania. Significativo anche il divario di genere, con una quota di donne laureate superiore di 13,5 punti percentuali rispetto agli uomini.
Negli ultimi anni si registra comunque un incremento dei laureati italiani nella fascia 25-49 anni, ma il progresso resta disomogeneo: solo sei regioni italiane superano la soglia del 30%. Un dato che rafforza la necessità di politiche mirate per ridurre i divari territoriali, valorizzando le buone pratiche che emergono anche nei piccoli comuni, come il caso emblematico di Campora.




