Dopo Agropoli anche Capaccio Paestum vive il vuoto dell’assistenza pediatrica tra pensionamenti, sostituzioni sporadiche e famiglie lasciate sole nel pieno dell’emergenza influenzale
L’emergenza pediatri nel territorio del Cilento si allarga e assume contorni sempre più preoccupanti. Dopo Agropoli, anche Capaccio Paestum si ritrova senza un’adeguata assistenza sanitaria per i più piccoli. A denunciare la situazione, con parole dure e cariche di preoccupazione, è una mamma che ha affidato ai social il suo sfogo, diventato in poche ore virale.
«La situazione della sanità pediatrica del comune è diventata insostenibile e pericolosa», scrive. Fino a poco tempo fa, a Capaccio Paestum era operativo un centro pediatrico considerato un punto di riferimento per le famiglie: aperto cinque giorni su sette, mattina e pomeriggio, garantiva continuità assistenziale e risposte rapide alle necessità quotidiane.
Poi i pensionamenti dei medici storici. E, da allora, il vuoto.
Oggi, secondo quanto denunciato, la copertura sanitaria è affidata a pediatri sostituti presenti «una o due volte a settimana per appena due ore». Un tempo giudicato del tutto insufficiente per rispondere ai bisogni di «migliaia di bambini», soprattutto in una fase critica come quella del picco influenzale.
«Due ore. Come si può pensare di gestire la salute dei bambini con orari da ufficio postale?», è l’accusa che sintetizza il malcontento diffuso tra i genitori.
La conseguenza è una catena di disservizi: telefoni che squillano a vuoto, ambulatori spesso chiusi, famiglie costrette a rivolgersi alla Guardia Medica – quando disponibile – o al Pronto Soccorso. Ma anche lì la situazione non migliora.
«Alla Guardia Medica spesso non c’è una preparazione specifica per l’età pediatrica. Al Pronto Soccorso, oltre alle file interminabili, ti senti rimproverare perché “dovevi andare dal pediatra”», racconta la mamma. «Ma quale pediatra?».
Il quadro che emerge è quello di un territorio in difficoltà, dove l’assenza di servizi essenziali rischia di diventare la normalità. «Siamo un paese che cade a pezzi – conclude – non solo per le buche nelle strade, ma per la sanità. Senza salute non c’è futuro. E tutto questo avviene nel silenzio delle istituzioni».
Una denuncia che riaccende i riflettori su una criticità già segnalata in altri comuni del comprensorio e che solleva interrogativi urgenti sul futuro dell’assistenza pediatrica nel Cilento.




