CittadinanzAttiva denuncia la soppressione dell’autorizzazione alle prescrizioni: pazienti costretti a percorrere fino a 150 km per un diritto sanitario essenziale
Un servizio sanitario attivo da circa vent’anni viene improvvisamente cancellato. Accade all’ospedale di Sapri, dove non è più possibile ottenere l’autorizzazione alla prescrizione dei certificati per la celiachia presso l’ambulatorio di Gastroenterologia. Una decisione che sta provocando forte preoccupazione tra i cittadini del Golfo di Policastro e dei comuni dell’entroterra.
A sollevare ufficialmente il caso è l’Associazione CittadinanzAttiva, che ha scritto al presidente della Regione Campania Roberto Fico, al direttore sanitario dell’Asl Salerno Ferdinando Sergianni e al direttore sanitario dell’ospedale di Sapri, Luigi De Paola, raccogliendo le segnalazioni di numerosi pazienti e famiglie.
Secondo quanto denunciato, la cancellazione del servizio costringe le persone affette da celiachia a recarsi presso strutture sanitarie di Salerno, a circa 150 chilometri di distanza dai comuni dell’entroterra. Un disagio pesante, soprattutto per anziani, famiglie e soggetti fragili, che vedono complicarsi l’accesso a un percorso di cura già delicato.
“Assistiamo all’ennesimo scippo di un servizio ai cittadini – afferma CittadinanzAttiva –. È assurdo parlare di sanità di prossimità e poi, con atti incomprensibili, togliere servizi essenziali dal territorio”. L’associazione chiede l’immediato ripristino dell’autorizzazione alla prescrizione dei certificati per la celiachia presso l’ospedale di Sapri, sottolineando come la decisione vada in direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati di equità e accessibilità delle cure.
La vicenda riaccende il dibattito sul progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari nelle aree periferiche e interne del Salernitano, dove ogni soppressione si traduce in nuovi ostacoli al diritto alla salute. Ora si attende una risposta dalle istituzioni regionali e dall’Asl Salerno, chiamate a chiarire le ragioni dello stop e a intervenire per evitare ulteriori penalizzazioni ai cittadini.




