Il primo cittadino rompe il silenzio dopo le accuse e annuncia azioni legali a tutela dell’istituzione e dei giovani coinvolti nei progetti regionali
«Stavolta si è andati oltre». Con parole nette e senza giri di campo, il sindaco di Vibonati Manuel Borrelli annuncia che domattina si recherà in caserma per sporgere denuncia contro chi, sui social, ha paragonato l’amministrazione comunale da lui guidata alla mafia.
Una presa di posizione forte, maturata – spiega – dopo anni di silenzio. «Ho sempre subito senza replicare a quanto scritto sui social, ma ora è davvero troppo». Il primo cittadino respinge con decisione ogni accostamento a organizzazioni criminali. «La mia storia dice tutt’altro. Sono lontano anni luce da mafie, camorre e ’ndranghete, che considero montagne di merda».
Borrelli rivendica il proprio percorso personale e politico, sottolineando di essere «sempre stato dalla parte degli ultimi» e di non aver «mai comprato un voto». «Ogni volta che mi sono candidato – afferma – credo di aver meritato tutto sul campo».
Nel mirino del sindaco non ci sono solo le offese personali, ma anche il danno arrecato all’istituzione comunale e a chi lavora quotidianamente per la cosa pubblica. «Non si possono scrivere certe cose sui social ferendo la sensibilità di chi ogni giorno si fa in quattro per il bene comune».
Un passaggio particolarmente sentito riguarda i giovani coinvolti nei progetti amministrativi. «Non tollero – conclude – che vengano mortificati tanti ragazzi che hanno aderito, senza alcuna forma di mercimonio, a un progetto finanziato dalla Regione Campania». Da qui la decisione di procedere per vie legali, per difendere dignità, principi e ideali.




