Chiesto un incontro urgente al sindaco Roberto Mutalipassi: l’area destinata ai pescatori locali rischia di essere stravolta dal piano del Comune sul porto turistico
AGROPOLI – Cresce la preoccupazione tra i pescatori locali per il futuro del molo di sottoflutto del porto di Agropoli. Nelle ultime ore è stata avanzata la richiesta di un incontro ufficiale con il sindaco Roberto Mutalipassi per ottenere rassicurazioni chiare sul destino di un’area che, per effetto di una legge regionale, è destinata in modo specifico alla marineria locale.
Il timore nasce dalla richiesta avanzata dal Comune per ottenere la concessione demaniale del molo di sottoflutto, finalizzata all’avvio di un progetto di accoglienza per i crocieristi. Secondo quanto emerso, l’istanza riguarderebbe una superficie di circa 1.500 metri quadrati, mentre il progetto illustrato parlerebbe di un intervento concentrato sulla punta del molo, con la realizzazione di un gate chiuso per l’ingresso e la gestione dei flussi turistici provenienti dalle navi da crociera.
Un’ipotesi che ha immediatamente acceso l’allarme tra i pescatori, storicamente presenti su quel tratto di banchina non solo per l’ormeggio delle imbarcazioni, ma anche per attività quotidiane come la vendita diretta del pescato e la manutenzione delle reti. In questo contesto, appare difficile immaginare una convivenza operativa tra crocieristi e pescatori, soprattutto per evidenti ragioni di sicurezza, logistica e tutela delle attività tradizionali.
L’Amministrazione comunale, tuttavia, respinge con decisione l’ipotesi di uno “sfratto” dei pescatori, sostenendo che il progetto insisterebbe esclusivamente sulla parte esterna del molo e che non vi sarebbe alcuna volontà di allontanare la marineria locale.
A destare ulteriori perplessità sono però le carte e gli atti amministrativi, che – secondo i pescatori – lascerebbero intravedere una strategia più ampia: trasformare il porto di Agropoli non solo in un’infrastruttura diportistica, ma anche in uno scalo turistico capace di accogliere navi da crociera. Un cambio di vocazione che rischia di entrare in conflitto con le tutele previste per gli operatori locali e con l’identità storica del molo di sottoflutto.
La Cooperativa di pescatori potrebbe manifestare l’intenzione di presentare per il molo di sottoflutto l’istanza per la medesima concessione, staremo a vedere.
Il confronto con il primo cittadino si annuncia dunque decisivo per chiarire confini, funzioni e reali intenzioni dell’ente comunale, in un equilibrio delicato tra sviluppo turistico e salvaguardia delle attività tradizionali del porto.




