A pochi giorni dalla 53ª edizione, il Comune si limita a un annuncio generico: nessun calendario dettagliato, nonostante il lavoro dell’associazione
«La città di Agropoli si prepara a vivere la 53ª edizione del Carnevale». L’annuncio ufficiale arriva, finalmente, ma con un tempismo che lascia più di una perplessità: a meno di una settimana dall’evento, la comunicazione del Comune di Agropoli si riduce a poche righe, senza un vero programma strutturato, senza orari, senza un piano capace di intercettare turisti e famiglie che, ad oggi, non sanno nemmeno se valga la pena prenotare un B&B in città.
Nel frattempo altri comuni, come Capaccio Paestum, hanno già da giorni presentato calendari dettagliati, eventi collaterali e una strategia chiara di promozione. Ad Agropoli, invece, si procede ancora una volta in affanno, affidandosi più alla buona volontà dei protagonisti che a una regia istituzionale degna della storia e del nome del Carnevale cittadino.
Secondo quanto comunicato, procedono i lavori di preparazione dei carri allegorici: saranno almeno sette le creazioni che sfileranno, realizzate dai mastri cartapestai dell’associazione “Il Carro”, vero motore della manifestazione insieme ai tanti volontari e appassionati che, nonostante tutto, continuano a credere in un Carnevale spettacolare come quello di un tempo.
Due le sfilate annunciate: domenica 15 febbraio con partenza da via D’Acquisto e martedì 17 febbraio, Martedì Grasso, con avvio dal lungomare. Entrambe con arrivo in centro. Tra le iniziative collaterali figura anche la Corrida, prevista per il 16 febbraio in piazza Vittorio Veneto. Tutto qui.
Poco, troppo poco, per una manifestazione che negli anni ha costruito una reputazione importante nel panorama dei Carnevali campani. Manca una visione complessiva, manca una comunicazione efficace e, soprattutto, manca un programma all’altezza del brand “Carnevale di Agropoli”. A tenere in piedi la festa, ancora una volta, non è il Comune, ma l’impegno dell’associazione e di chi lavora nell’ombra per non far spegnere una tradizione che meriterebbe ben altro rispetto a un annuncio last minute.




