Un servizio atteso da anni dalla popolosa contrada Moio ma per “contiguità territoriale” la nuova farmacia aprirà altrove lasciando delusa un’intera comunità
Apre la sesta farmacia nel Comune di Agropoli, ma non dove era stata attesa per anni. La nuova sede, infatti, avrebbe dovuto insediarsi nella popolosa frazione del Moio, salvo poi trovare collocazione su via Pio X, nel cuore urbano, per una scelta che ha lasciato amarezza e delusione tra i residenti della zona periferica.
Un paradosso, se si considera che l’istituzione della sesta farmacia rappresenta un indicatore oggettivo della costante crescita demografica della città. I criteri che regolano l’apertura di nuove sedi farmaceutiche sono fissati da bandi regionali e si basano su parametri rigidi e vincolanti, legati esclusivamente al rapporto tra popolazione residente e numero di farmacie autorizzate. Alla luce dei dati attuali, Agropoli rientra pienamente nei requisiti che consentono non solo la sesta farmacia, ma potenzialmente anche almeno altre due nei prossimi bandi, considerando unicamente i residenti ufficiali e senza tenere conto dei dimoranti stabili e dell’imponente flusso turistico stagionale.
La sede della sesta farmacia, secondo gli atti, è stata localizzata proprio in contrada Moio, una delle aree territorialmente più estese e strutturalmente rilevanti del Comune. I rilievi demografici invernali parlano chiaro: circa 4.000 residenti stabilmente presenti, un bacino autonomo, continuo e vitale. Un’area che ospita scuole di vario grado, asili nido, uffici pubblici, servizi amministrativi, una fitta rete di attività commerciali e numerose realtà ricreative e di ristorazione.
In questo quadro, l’apertura della farmacia al Moio non sarebbe stata una semplice aggiunta numerica, ma un vero intervento di riequilibrio territoriale dei servizi sanitari di prossimità. Una scelta capace di alleggerire la pressione sul centro cittadino e garantire una distribuzione più equa dei presìdi essenziali. Una dinamica già vista in altri quartieri di Agropoli, come Mattine, dove la presenza di una farmacia ha contribuito in modo concreto allo sviluppo ordinato del tessuto commerciale e dei servizi.
E invece, ancora una volta, il Moio resta a guardare. La farmacia apre, sì, ma altrove. E la sensazione diffusa è che un’occasione importante per la frazione e per una pianificazione più equilibrata della città sia stata, almeno per ora, mancata.




