Via libera al protocollo con l’ASL Salerno per l’Ambulatorio Virtuale di Comunità. La Porta: “Telemedicina utile, ma non sostituisce servizi in presenza”
Da ospedale concreto ad ambulatorio virtuale il passo, ad Agropoli, appare fin troppo breve. Mentre il territorio continua a chiedere il pieno rilancio del presidio sanitario e la riattivazione del Pronto Soccorso, dopo la vicenda della camera iperbarica, l’amministrazione comunale sceglie la strada della telemedicina.
Con la deliberazione n. 080 del 20 febbraio 2026, la Giunta ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con l’ASL Salerno per l’attivazione di un “Ambulatorio Virtuale di Comunità”. Un progetto che punta sulla sanità di prossimità, ma che solleva interrogativi in una città dotata di presidio ospedaliero e al centro di una battaglia istituzionale per il rafforzamento dei servizi sanitari.
L’iniziativa prevede l’allestimento, in un locale comunale di circa 10-20 metri quadrati, di uno spazio attrezzato con postazione informatica, connessione internet stabile e arredi essenziali, dove i cittadini potranno effettuare televisite con specialisti collegati da remoto.
Secondo l’impostazione dell’ente, l’obiettivo è migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari e socio-sanitari, in particolare per anziani, persone fragili e residenti in aree periferiche, riducendo il divario territoriale nell’accesso alle cure attraverso strumenti di telemedicina.
Il Comune metterà a disposizione i locali, garantirà personale di supporto per assistere gli utenti nell’utilizzo della piattaforma digitale e promuoverà il servizio tramite i canali istituzionali. L’ASL Salerno fornirà i medici specialisti da remoto, una piattaforma conforme alla normativa sulla protezione dei dati personali, la formazione del personale comunale e il monitoraggio dell’efficacia del servizio. Previsto anche il supporto per l’attivazione della Carta Nazionale dei Servizi o della Tessera Sanitaria per i cittadini privi di identità digitale.
Il protocollo avrà durata annuale, con rinnovo tacito salvo disdetta, ed è stato dichiarato immediatamente eseguibile.
L’intervento del consigliere Massimo La Porta
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Massimo La Porta, che ha espresso una posizione critica rispetto alla scelta dell’amministrazione.
“La telemedicina è uno strumento utile se integra un sistema forte. Ma in un territorio con presidio ospedaliero attivo e una battaglia per il Pronto Soccorso, non possiamo accontentarci di una stanza con un computer. Agropoli merita un rafforzamento strutturale, non una soluzione riduttiva”.
La Porta richiama il quadro normativo del DM 77/2022 sulla riforma dell’assistenza territoriale, che prevede Case di Comunità organizzate, équipe multiprofessionali e integrazione tra ospedale e territorio. Secondo il consigliere, nel provvedimento approvato non sarebbero indicati volumi minimi di prestazioni, specialità garantite, orari certi o indicatori di efficacia, né sarebbe chiarito in che modo il servizio si integri concretamente con il presidio ospedaliero o con la futura Casa di Comunità.
“La telemedicina deve integrare un sistema solido, non compensarne le debolezze – aggiunge –. Agropoli ha bisogno di medici in presenza, servizi integrati e scelte coerenti con il proprio ruolo nel Distretto sanitario”.
Il consigliere annuncia che continuerà a chiedere trasparenza, dati e atti chiari sull’organizzazione dei servizi sanitari territoriali, ribadendo la necessità di garantire diritti concreti ai cittadini.
Gisella Botticchio
Ancora più incisive le parole di Gisella Botticchio: “Ad Agropoli siamo disperati!! Un psaut recuperato grazie alla marcia dell’8 Agosto. Anche quello avevate tolto. Manca l’urgenza ad Agropoli, Mancano le figure urgenti salvavita: cardiologo e medico rianimatore. Sosto doveva organizzare un pronto soccorso attivo ad Agropoli e non condividere questi papocchi comunali con questa gente. Senza umanità, senza cuore”.
