Strade chiuse e lungomari invasi dalle onde tra Casal Velino, Ascea e Sapri. Il Codacons Cilento chiede chiarezza sui fondi già spesi e un piano strutturale efficace
I recenti fenomeni di mareggiate e erosione costiera che hanno colpito la costa cilentana, con chiusure di strade e gravi criticità al lungomare di Casal Velino, Ascea e Sapri a causa delle onde che arrivano fin sulla sede stradale, confermano l’emergenza ambientale già ampiamente documentata e denunciata dalla popolazione e dalle imprese del territorio.
Gran parte del litorale cilentano è stato profondamente danneggiato, con tratti di spiaggia compromessi e cedimenti evidenti, rendendo palese la fragilità di un’area che da anni subisce l’aggressione del mare. Si tratta di una tragedia ambientale e sociale annunciata, che non può più essere derubricata come semplice effetto del maltempo.
Il fenomeno erosivo è progressivo, mette a rischio strutture balneari, attività turistiche e la stessa economia dell’intero comprensorio e richiede interventi strutturali concreti e non puramente dichiarativi. Già in passato erano stati annunciati progetti di riqualificazione costiera con interventi complessivi (barriere frangiflutti, ripascimento, ecc.) dell’ordine di decine di milioni di euro, mai tradotti in opere funzionali capaci di arginare l’avanzata del mare.
“Per questo il Codacons Cilento, attraverso l’Avv. Bartolomeo Lanzara, lancia una denuncia forte e chiara: Perché i circa 13 milioni di euro già spesi nel Golfo di Velia in questi anni non hanno prodotto alcun risultato concreto? Perché non è stato creato un piano di difesa costiera realmente efficace e duraturo? Perché si continua a parlare di convegni, annunci e progetti senza realizzare opere capaci di proteggere cittadini, imprese e il litorale?
Le imprese turistiche locali e i cittadini sono delusi e amareggiati: il fenomeno erosivo in atto non solo compromette l’integrità del paesaggio, ma produce danni economici reali e crescenti alla filiera turistica, fondamentale per il territorio.
Le mareggiate non sono più eventi episodici, ma manifestazioni di una criticità strutturale che cresce di anno in anno, senza adeguati interventi di mitigazione. Per questo chiediamo risposte chiare e responsabilità agli enti competenti, ai progettisti vecchi e nuovi, alle autorità tecniche e alla classe politica locale e regionale. Prima di pensare ad ulteriori stanziamenti pubblici, è necessario spiegare ai cittadini cosa è successo ai fondi già investiti, perché non hanno risolto il problema e quali errori tecnici o amministrativi sono stati commessi.
Basta con il gioco delle tre carte attorno alla salvaguardia della costa: il territorio non può più essere oggetto di annunci plateali mentre il mare continua a divorare le spiagge, i beni e i sogni di un’intera comunità.
