Indagini delle Fiamme Gialle di Imperia: scoperto un sistema nazionale di videolottery manomesse. Arresti domiciliari per l’organizzatore campano e beni sequestrati per oltre 2,5 milioni di euro
Un articolato sistema di gestione di sale da gioco con apparecchi contraffatti è stato smantellato dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Imperia. L’operazione ha portato al sequestro di beni per oltre 2,5 milioni di euro e ha fatto emergere un’organizzazione attiva su scala nazionale.
Nel corso delle indagini è stata sequestrata anche un’imbarcazione di lusso ormeggiata nel porto di Sapri, ritenuta riconducibile al principale indagato e inserita tra i beni oggetto del provvedimento cautelare reale disposto dall’autorità giudiziaria.
Le investigazioni sono partite dall’osservazione di una sala giochi che continuava a operare nonostante la revoca della licenza di pubblica sicurezza. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire un sistema diffuso di manomissione di apparecchi da intrattenimento e di transazioni fraudolente che coinvolgeva diverse regioni italiane.
Secondo quanto ricostruito dai finanzieri del Gruppo di Imperia, il sodalizio sarebbe stato guidato da un promotore di origine campana, affiancato da vari collaboratori. Il gruppo acquistava dalla Germania macchine da gioco del tipo videolottery (VLT) e amusement with prize (AWP), successivamente alterate mediante l’apposizione di falsi loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per farle apparire regolari.
Gli indagati avrebbero inoltre adottato un sistema di sicurezza per eludere eventuali controlli: gli apparecchi irregolari potevano essere spenti a distanza tramite telecomando, lasciando in funzione solo quelli collegati alla rete telematica dello Stato.
Nel corso delle attività investigative, presso la barriera autostradale di Ventimiglia, è stato eseguito anche un sequestro preventivo di 28mila euro, somma che stava per essere trasferita all’estero tramite un corriere palermitano.
Le Fiamme Gialle hanno inoltre accertato che il presunto organizzatore si avvaleva di una rete di prestanomi per intestare le società operative, accumulando debiti erariali non onorati per oltre 2,57 milioni di euro.
L’operazione ha portato all’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’organizzatore della frode, alla denuncia di altre sette persone e al sequestro di 51 apparecchi elettronici contraffatti.
Il G.I.P. del Tribunale di Imperia, accogliendo le richieste della Procura, ha inoltre disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di numerosi beni riconducibili all’organizzazione: oltre alla imbarcazione di lusso sequestrata nel porto di Sapri, anche due appartamenti – uno a Napoli, nei pressi del quartiere Vomero, e uno a Grottaferrata – oltre a 22 veicoli.

