Consiglio del 27 marzo con il bilancio all’ordine del giorno, ma sulla riduzione da 200 a 50 metri manca ancora la maggioranza. Affidato incarico legale esterno pagato con fondi pubblici
Torna al centro del dibattito politico ad Agropoli la vicenda del vincolo cimiteriale, uno dei provvedimenti più discussi degli ultimi mesi. Il voto in Consiglio comunale sulla proposta di riduzione della fascia di rispetto dal cimitero slitta ancora e dovrebbe arrivare nell’assise già convocata per il 27 marzo, nella quale è previsto anche il passaggio fondamentale del bilancio di previsione.
Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti vicini all’amministrazione, però, la maggioranza non avrebbe ancora trovato i numeri per approvare una delibera che continua a creare malumori anche tra i consiglieri della stessa coalizione. Da qui la decisione di prendere tempo e cercare un supporto esterno che possa rafforzare la posizione dell’esecutivo.
Nelle ultime ore sarebbe stata predisposta una determina dirigenziale per affidare una consulenza “pro veritate”, ovvero un parere legale redatto da un esperto chiamato a esprimersi in modo teoricamente imparziale e oggettivo su una questione controversa. Si tratta di uno strumento utilizzato per valutare la fondatezza giuridica di una scelta e per chiarire eventuali rischi, ma che in questo caso appare soprattutto come un tentativo di fornire una copertura tecnica ai consiglieri ancora scettici.
La consulenza, secondo quanto trapela, sarebbe stata affidata all’avvocato Gennaro Maione, ex sindaco di Ceraso e attuale presidente del Consac. Un incarico che, come sempre accade in questi casi, sarà pagato con risorse pubbliche, circostanza che alimenta ulteriori polemiche in città.
Al centro della discussione resta la modifica del vincolo cimiteriale, cioè la distanza entro la quale non è possibile costruire, che l’amministrazione intende ridurre dagli attuali 200 metri fino a 50 metri dal muro del cimitero. Una scelta che continua a dividere la politica locale e sulla quale, nonostante i mesi di confronto, non sono ancora state chiarite fino in fondo le reali motivazioni.
Il rinvio del voto e il ricorso a una consulenza esterna vengono letti da più parti come il segnale di una maggioranza in difficoltà, costretta a cercare appoggi tecnici per superare resistenze interne che non si sono mai del tutto sopite. Intanto in città cresce la domanda che molti cittadini continuano a porsi: perché tanta insistenza su una modifica che ancora oggi non convince neppure chi dovrebbe votarla?




