Nuovi elementi sul decesso del 17enne di Torre Orsaia all’ospedale di Sapri: sotto esame tempi di intervento, monitoraggio clinico e protocolli sanitari
Emergono nuovi elementi nell’indagine sulla morte di Carlo Nicolella, il diciassettenne di Torre Orsaia deceduto lo scorso gennaio all’ospedale “Immacolata” di Sapri. Un caso che continua a sollevare interrogativi e che concentra l’attenzione degli inquirenti su tempi e modalità dell’assistenza sanitaria ricevuta dal giovane nelle ore precedenti al decesso.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, il ragazzo avrebbe manifestato sintomi cardiaci rilevanti, compatibili con episodi di extrasistolia, circa due ore e mezza prima dell’attivazione di misure di soccorso ritenute adeguate. Un arco temporale considerato cruciale, sul quale si concentrano ora gli accertamenti, per chiarire se vi siano stati ritardi nelle procedure di emergenza.
Tra gli aspetti finiti sotto la lente vi è anche il sistema di monitoraggio clinico adottato durante il ricovero. Secondo quanto emerso, il giovane sarebbe stato collegato a un dispositivo Holter, ma non a un monitor multiparametrico continuo, strumento generalmente impiegato nei casi più delicati per il controllo costante dei parametri vitali. Anche questo elemento viene valutato dagli investigatori per comprendere se i protocolli sanitari previsti in situazioni di emergenza cardiologica siano stati rispettati.
Nei giorni scorsi i carabinieri del NAS hanno effettuato accessi presso il presidio ospedaliero di Sapri, acquisendo documentazione sanitaria e raccogliendo testimonianze del personale medico e infermieristico in servizio nelle ore antecedenti alla morte del ragazzo. L’obiettivo è ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare eventuali omissioni o criticità nell’assistenza.
Sul piano giudiziario risultano iscritti nel registro degli indagati cinque specialisti in cardiologia, compreso il responsabile del reparto. Si tratta di un atto tecnico necessario per consentire lo svolgimento di accertamenti irripetibili e garantire il contraddittorio tra le parti coinvolte nell’inchiesta.
Il giovane si era presentato al pronto soccorso lamentando un forte dolore toracico ed era stato ricoverato. Dopo circa due giorni, il quadro clinico si sarebbe aggravato fino al decesso. In una prima fase era stata ipotizzata una miocardite fulminante, ma saranno gli esiti degli approfondimenti autoptici e degli ulteriori accertamenti a chiarire in modo definitivo le cause della morte.
La vicenda ha colpito profondamente le comunità di Torre Orsaia e Camerota, legate alla famiglia del ragazzo. La morte del 17enne, avvenuta a pochi giorni dal compimento dei diciotto anni, continua ad alimentare la richiesta di verità su quanto accaduto.
Le indagini proseguono attraverso l’analisi delle cartelle cliniche, dei protocolli sanitari adottati e delle testimonianze raccolte. L’obiettivo resta quello di accertare eventuali responsabilità e fare piena luce su una morte che presenta ancora diversi punti da chiarire.


