Allarme sul monumento simbolo della città, segnalazione alla Soprintendenza, riaffiora anche la leggenda dei quattro fondatori della Scuola Medica Salernitana
Un furto che colpisce non solo il patrimonio storico, ma anche l’identità culturale di Salerno. Ignoti hanno sottratto alcuni blocchi di pietra dall’Acquedotto medievale, il celebre monumento conosciuto come Ponti del Diavolo, probabilmente con l’obiettivo di alimentare il mercato illegale di reperti storici e archeologici.
A segnalare l’accaduto è stato un privato cittadino che ha immediatamente allertato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Un episodio che accende nuovamente i riflettori sulla tutela di uno dei luoghi più iconici e misteriosi della città.
L’Acquedotto medievale, realizzato nel IX secolo per convogliare acqua verso monasteri e strutture della parte occidentale di Salerno, è molto più di un’opera ingegneristica: è un simbolo che intreccia storia e leggenda. Le sue arcate, immerse da secoli nel fascino del centro storico, sono legate a racconti popolari che gli hanno valso il nome di “Ponti del Diavolo”, tra superstizioni e misteri tramandati nel tempo.
Secondo una delle leggende più affascinanti, proprio sotto quelle arcate, in una notte di tempesta, si sarebbero incontrati i quattro mitici fondatori della Scuola Medica Salernitana: il latino Salernus, il greco Pontus, l’ebreo Helinus e l’arabo Adela. Quattro sapienti, provenienti da culture e tradizioni diverse, avrebbero trovato riparo durante un temporale e, confrontando i rispettivi saperi medici, avrebbero dato origine alla prima grande scuola di medicina d’Europa. Una leggenda che rappresenta il valore universale di Salerno come crocevia di conoscenze, popoli e civiltà.
Proprio per questo il presunto trafugamento di elementi lapidei assume un significato ancora più grave: non è soltanto un danno materiale, ma una ferita a un luogo che custodisce memoria, simboli e radici profonde.
Sull’episodio potrebbero ora scattare verifiche e accertamenti per individuare i responsabili e comprendere l’entità del danno arrecato a un bene monumentale tra i più rappresentativi della città.




