L’inchiesta della Guardia di Finanza si allarga, nel mirino tecnici, imprese e intermediari, la politica resta in silenzio
L’inchiesta sul Superbonus a Nocera Superiore assume dimensioni sempre più ampie. Quella che inizialmente sembrava una vicenda circoscritta si è trasformata in un’indagine di vasta portata, con oltre 200 persone finite nel registro degli indagati.
Al centro dell’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza di Salerno ci sarebbe un presunto sistema di irregolarità legato alla gestione dei crediti d’imposta e agli interventi edilizi agevolati. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti tecnici, progettisti, amministratori di condominio, imprese edili e soggetti intermediari.
Secondo le ipotesi investigative, alcuni lavori sarebbero stati asseverati pur non essendo mai stati eseguiti, oppure sarebbero stati gonfiati nei costi. Nel mirino anche imprese nate o cresciute rapidamente nel periodo del Superbonus, attirate dalla possibilità di intercettare il flusso dei crediti fiscali.
La vicenda sta avendo inevitabili riflessi anche sul piano politico. Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, la consigliera Annabel Villani ha chiesto chiarimenti sulla posizione dell’Ente e sulle possibili ricadute amministrative dell’inchiesta.
Dalla maggioranza, però, non sarebbero arrivate risposte. Un silenzio che ha alimentato le critiche delle opposizioni, pronte a denunciare una mancanza di trasparenza su una vicenda che rischia di pesare sull’immagine della città.
Intanto le indagini proseguono. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire il giro dei crediti d’imposta ritenuti inesistenti e verificare l’effettiva esecuzione dei lavori dichiarati. I controlli riguardano cantieri, documentazione tecnica e flussi finanziari.
Con oltre 200 indagati e un presunto danno da diversi milioni di euro, l’inchiesta di Nocera Superiore si conferma una delle operazioni più rilevanti in Campania nel contrasto alle frodi legate al Superbonus.




