Il consigliere di opposizione denuncia la sosta di centinaia di auto nel Testene e chiede trasparenza sulle somme incassate dagli standard urbanistici
AGROPOLI. «L’alveo del Testene non può essere il piano parcheggi di Agropoli». È la denuncia del consigliere comunale di opposizione Massimo La Porta, che torna ad attaccare l’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi sulla carenza di aree di sosta e, più in generale, sulla programmazione della mobilità cittadina.
Al centro dell’intervento del consigliere c’è la presenza di centinaia di automobili parcheggiate lungo l’alveo del fiume Testene, una situazione che, secondo La Porta, da soluzione temporanea starebbe diventando una consuetudine durante i periodi di maggiore affluenza.
«La foto non racconta una soluzione. Racconta, purtroppo, anni di mancata programmazione», afferma La Porta, ricordando di aver più volte sollevato la questione in Consiglio comunale attraverso interrogazioni, mozioni e interventi pubblici.
«Serve un vero Piano dei parcheggi»
Per il consigliere di opposizione Agropoli avrebbe bisogno di un vero Piano dei parcheggi, con l’individuazione di aree strategiche nel centro cittadino e nelle zone maggiormente interessate dai flussi veicolari.
Tra quelle indicate da La Porta figurano il Lungomare San Marco, via Risorgimento, via Lungotestene e via Pio X.
«Non possiamo continuare a considerare questa sistemazione una risposta al problema – sostiene –. È soltanto una soluzione tampone, accettata con estrema facilità, che espone cittadini, turisti e veicoli a un rischio che non può essere ignorato».
La Porta richiama in particolare l’attenzione sulla sicurezza dell’area in caso di condizioni meteorologiche avverse: «Un improvviso rovescio temporalesco potrebbe trasformare rapidamente quell’area in un luogo estremamente pericoloso. La sicurezza di una città non può dipendere dalle previsioni del tempo».

Il nodo degli standard urbanistici
La denuncia politica si sposta quindi sulla monetizzazione degli standard urbanistici e sull’utilizzo delle somme incassate dal Comune.
La Porta pone una serie di interrogativi all’Amministrazione: «Quali somme sono state incassate dal Comune? Dove sono state destinate? Quante aree di sosta, spazi pubblici e infrastrutture sono state effettivamente realizzate con quelle risorse?».
Secondo il consigliere, sarebbe necessario chiarire il rapporto tra le risorse derivanti dalla monetizzazione e la persistente carenza di parcheggi e servizi pubblici.
«Non è accettabile monetizzare gli standard e, contemporaneamente, lasciare irrisolto proprio il problema della carenza di parcheggi e servizi pubblici», sottolinea.
La Porta annuncia una nuova iniziativa in Consiglio
La questione tornerà dunque in Consiglio comunale. La Porta annuncia che chiederà formalmente chiarimenti sulle somme incassate, sulla loro destinazione e sugli interventi eventualmente finanziati.
L’obiettivo dichiarato è ottenere dall’Amministrazione anche un cronoprogramma per la realizzazione di nuovi parcheggi, superando quella che il consigliere considera una gestione emergenziale destinata a riproporsi ogni estate.
«Agropoli ha bisogno di parcheggi veri, sicuri, organizzati e collegati ai principali punti di interesse – conclude La Porta –. Ha bisogno di una visione sulla mobilità, non dell’improvvisazione di ogni estate».




