Dopo due anni di misure cautelari, il Tribunale revoca l’obbligo di dimora. Per l’ex sindaco restano due processi e un’inchiesta
Il Tribunale di Salerno ha revocato l’obbligo di dimora a carico di Franco Alfieri. L’ex sindaco di Capaccio Paestum torna così in libertà, senza misure cautelari personali. La decisione è arrivata stamane dalla prima Sezione penale, in composizione collegiale.
I giudici hanno accolto la richiesta presentata dai suoi legali, Agostino De Caro e Domenicantonio D’Alessandro. L’obbligo di dimora nel comune di residenza era l’ultima misura cautelare ancora in vigore.
Due anni tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora
La revoca arriva a due anni esatti dall’arresto. Alfieri aveva trascorso 26 giorni nel carcere di Fuorni, a Salerno, poi 20 mesi ai domiciliari e tre mesi con obbligo di dimora a Torchiara.
La misura era stata disposta dal 10 luglio nell’ambito dell’inchiesta sul presunto patto politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del 2019. Per la vicenda Dervit, invece, il Tribunale di Vallo della Lucania aveva già revocato un analogo obbligo di dimora.
Restano due processi e un’inchiesta
La revoca delle misure cautelari non chiude i procedimenti giudiziari a carico dell’ex sindaco e già presidente della Provincia di Salerno. Alfieri sta affrontando due processi.
A Vallo della Lucania è imputato nel procedimento sugli appalti per la pubblica illuminazione. Le contestazioni sono turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso e falso ideologico.
A Salerno è in corso il processo sul presunto scambio elettorale politico-mafioso con Roberto Squecco. Per l’inchiesta sul sottopasso di Paestum, infine, è stato chiesto il rinvio a giudizio.




