Nato il 30 agosto nella cittadina valdianese è stato il nemico giurato della criminalità organizzata nella Grande Mela negli Usa
Giuseppe Petrosino, noto come Joe, è stato un poliziotto italiano naturalizzato statunitense, diventato un pioniere nella lotta contro il crimine organizzato. Le tecniche innovative da lui ideate sono ancora oggi utilizzate dalle forze dell’ordine.
Nasce a Padula
Petrosino nacque a Padula, in provincia di Salerno, il 30 agosto 1860 da una famiglia modesta ma non povera. Grazie al lavoro di sarto del padre, i quattro figli maschi poterono ricevere un’adeguata istruzione che permise loro di leggere e scrivere. Emigrò con la famiglia a New York nel 1873 e crebbe nel sobborgo di Little Italy. Qui, per poter vivere, si mise a vendere giornali, a lucidare scarpe e a studiare la lingua inglese.
Nel 1877, Petrosino prese la cittadinanza statunitense e l’anno successivo venne assunto come netturbino dall’amministrazione newyorkese. Successivamente, diventò informatore della polizia e, non senza difficoltà, nel 1883 fu ammesso ufficialmente alla polizia. Nonostante la sua bassa statura, Petrosino si distingueva per le spalle larghe, i bicipiti possenti e la grinta e intelligenza che gli permisero di superare le difficoltà legate alla sua condizione di unico poliziotto italiano e di essere guardato con sospetto dai colleghi.
Le sue azioni decise e implacabili fecero sì che Petrosino fosse temuto dai criminali, tanto che molte donne non lasciavano uscire i propri figli in strada, a Little Italy, quando lui era di pattuglia. Era talmente temuta che gli abitanti del quartiere utilizzavano la frase “O’ Petrosino ind’ ‘a minestra” per indicare la sua presenza.
La morte a Palermo
Petrosino seguiva una pista che avrebbe dovuto portarlo ad infliggere un duro colpo alla Mano Nera, quando si recò in Italia. La sua missione era top secret, ma una fuga di notizie pubblicò tutti i dettagli sul New York Herald. Nonostante ciò, Petrosino partì convinto che in Sicilia la mafia non avrebbe osato uccidere un poliziotto come a New York. Tuttavia, alle 20:45 del 12 marzo 1909, tre colpi di pistola e uno subito dopo causarono il panico tra la folla che attendeva il tram al capolinea di piazza Marina a Palermo.
L’eredità di Giuseppe Petrosino è ancora oggi presente nelle forze dell’ordine, che continuano a utilizzare le tecniche da lui sviluppate nella lotta contro il crimine organizzato. La sua vita e la sua morte rimangono una testimonianza della determinazione e del coraggio necessari per combattere la criminalità e difendere la giustizia.




