Sembrerebbe una ritorsione nei confronti dell’ex Comandante Maurizio Cauceglia, revocati i gradi di Maggiore senza passare per il Consiglio
La guerra tra La vicecomandante Ten. Valentina Nastari ed il Capitano maggiore a tutti è sembrata essere solo alle prime battute. Dopo il ricorso dell’ex comandante Cauceglia alla sezione lavoro del tribunale di Vallo della Lucania sulla nomina di Nastari a Vicecomandante quest’ultima con una pec ha chiesto, successivamente, all’amministrazione la revoca del grado di Maggiore a Cauceglia. Attraverso determina del comandante Antoni Rinaldi è stata eseguita la revoca con queste motivazioni: Nell’atto, viene evidenziato che l’art. 21 comma 5 dal vigente Regolamento del Corpo di Polizia Municipale, approvato con delibera n. 51/2021 dal Consiglio comunale di Agropoli, allora retto dall’ex sindaco Adamo Coppola, prevede che “può accedere al grado di maggiore solo il nominato Comandante” ma che “in caso di avvicendamento nel ruolo e funzione di comandante, l’ufficiale avvicendato mantiene il grado di maggiore” comunque.
Articolo che, secondo Rinaldi, è in palese contrasto con la norma di rango superiore in materia, ovvero con l’art. 5, comma 1, del Regolamento Regionale. A molti è sembrata una ritorsione nei confronti dell’ex comandante Cauceglia figlia della medesima decisione che ha determinato l’avvicendamento del comando.
Le dichiarazioni del Consigliere Raffaele Pesce
In una nota Raffaele Pesce ha dichiarato “Ebbene, il consiglio comunale non ha modificato l’art.21c.5 (mantenimento del grado di maggiore) del Regolamento comunale di polizia locale che, nella richiamata determinazione, si ritiene in contrasto con il regolamento regionale, e pertanto la norma regolamentare è vigente”. Per il Consigliere Pesce comunque i conti non tornano: “D’altra parte, nello stesso Corpo di Polizia Locale, così attento alla gerarchia dei gradi, il ruolo di vicecomandante è attribuito ad un sottotenente”. Si parla di un consiglio esautorato dalle sue prerogative, poiché solo il consiglio comunale può decidere in merito e soprattutto prima della determina dirigenziale in questione. Altra questione è chi dovrebbe portare in Consiglio la questione, una faccenda spinosa che non è di certo conclusa.




