Secondo il Piano regionale il 70% andrà ai privati, resterà solo uno scarno 30% di spiagge libere e non è detto che saranno di qualità
Il PUAD, ovvero il Piano di Utilizzazione del Demanio Marittimo, doveva essere discusso il 23 febbraio scorso durante l’assise del Consiglio Comunale di Agropoli. Sarebbe stato il primo comune della costa cilentana ad affrontare l’argomento. La richiesta di includere l’argomento all’ordine del giorno era stata presentata da cinque membri del Consiglio Comunale: Raffaele Pesce, Massimo La Porta, Elvira Serra, Bruno Bufano ( ora passato alla maggioranza) e Gerardo Santosuosso, che rappresentano ufficialmente l’opposizione.
Il consesso saltò per l’uscita di gran parte della maggioranza, il piano non fu discusso e dopo il 6 marzo è entrato in vigore Il piano spiagge della Regione Campania prevede la concessione del 70% delle spiagge di costa ai privati e solo il 30% di spiagge libere
I Comitati
I Comitati per il mare libero e gratuito contestano il provvedimento, denunciando la privatizzazione delle spiagge e le speculazioni dei privati. Essi chiedono l’inversione delle proporzioni del piano, con il 70% di spiagge libere e gratuite per tutti.
La gestione delle spiagge è un tema delicato, che coinvolge il diritto di accesso alla costa e la tutela dell’ambiente. È importante trovare un equilibrio tra la fruizione turistica e la salvaguardia del territorio.
È possibile che le autorità competenti prenderanno in considerazione le richieste dei comitati e valuteranno se apportare modifiche al PUAD per garantire un migliore equilibrio tra la gestione turistica delle spiagge e la tutela dell’ambiente e dei diritti dei cittadini.




