Sono passati anni e varie amministrazioni e brevi interventi ma la posidonia è diventata parte integrante del paesaggio confondendosi con la macchia mediterranea che la ricopre quasi del tutto
In queste ultime settimane, sul litorale di Agropoli si è assistito ad una serie di lavori finalizzati alla rimozione delle alghe spiaggiate che, negli anni, si sono accumulate sulla costa. Tuttavia, c’è un luogo in cui l’alga è diventata parte integrante del paesaggio, al punto che se non fosse per la spiaggia di Agropoli, nessuno se ne accorgerebbe. Stiamo parlando della “collina della vergogna”, situata tra il porto e la rupe che sovrasta la chiesa della Madonna di Costantinopoli.
Colline fatta di alghe
Questa “collina” è stata ammucchiata nel tempo esclusivamente dalle alghe, creando una vera e propria macchia mediterranea, che si staglia sul paesaggio circostante. Sebbene la posidonia spiaggiata sia stata rimossa in passato, le temperature e le mareggiate hanno nuovamente portato le alghe a ricoprire la poca sabbia rimasta sulla spiaggia.
Ci sono state numerose proteste da parte di operatori e residenti che, in un passato non troppo lontano, consideravano quella spiaggia come parte integrante del litorale di Agropoli. La “collina della vergogna” è diventata un simbolo dell’incuria e dell’abbandono di molte zone del litorale, che sono state lasciate alla mercé degli agenti atmosferici e delle maree.
Certo, è possibile rimuovere le tonnellate di alghe spiaggiate e stipate a pochi passi dal porto, ma il fenomeno continuerà se non verrà eseguito uno studio serio sulle cause dell’eccessivo spiaggiamento della posidonia, sia in questo luogo che in altri tratti del litorale agropolese. È fondamentale affrontare il problema alla radice, al fine di prevenire l’accumulo di alghe in futuro e preservare la bellezza naturale di questa costa meravigliosa.
La “collina della vergogna” rappresenta una sfida importante per l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi, che deve adottare un approccio più consapevole e sostenibile nella gestione del territorio e delle risorse naturali. Solo così si potrà salvaguardare il patrimonio paesaggistico e ambientale di Agropoli, garantendo un futuro migliore per le generazioni a venire.




