Tra elementi architettonici a funzione sociale le porte le porte divise di Padula sono cariche di fascino e mistero
Le antiche porte divise di Padula, narrano di vite vissute, partenze, ritorni e segreti sussurrati nel legno antico. Erano più che ingressi alle case, simboli di una cultura e di uno stile di vita ormai svaniti. Perché divise?Sicurezza: Pericolo frequente, la porta divisa offriva protezione. La parte superiore, a grata o feritoie, permetteva di controllare chi bussava prima di concedere l’accesso.
Privacy: La vita privata era preziosa, e la porta divisa ne era il guardiano. La parte inferiore, per l’ingresso, si apriva solo ai fidati, mentre la superiore restava chiusa a tutela dell’intimità.
Controllo sociale: Nelle piccole comunità come Padula, la porta divisa gestiva le interazioni. Si poteva aprire solo la parte superiore per brevi conversazioni con i vicini, oppure tutta per invitarli dentro.
Economia: Il legno era prezioso, e la porta divisa ne ottimizzava l’uso. La parte inferiore, soggetta a usura, poteva essere sostituita senza rifare l’intera porta.Più che semplici elementi architettonici, le porte divise di Padula sono testimoni di un passato ricco di tradizioni e valori. Rappresentano la tenacia e la laboriosità della gente del luogo, la loro attenzione alla sicurezza e alla privacy, il loro senso di comunità.
Oggi, queste porte ci invitano a riflettere su come il nostro modo di vivere è cambiato, su come tecnologia e globalizzazione hanno influenzato le relazioni e la percezione della privacy. Ma ci ricordano anche l’importanza di preservare la memoria e di valorizzare le nostre radici.
Oltre alle ragioni storiche e funzionali, le porte divise di Padula sono cariche di fascino e mistero. Ognuna racchiude storie di persone che hanno vissuto e amato tra quelle mura, di partenze e ritorni, di gioie e dolori. Sono come portali che ci invitano a entrare in un altro tempo, a scoprire un mondo che non c’è più, ma che continua a vivere nei nostri ricordi.
Di Domenico Trezza




