La vendita di reliquie sacre è vietata dal diritto canonico e dalla legge italiana, ma la regolamentazione non sembra sufficiente a contrastare il fenomeno
Le prossime settimane si preannunciano di grande fervore per la Chiesa cattolica e i fedeli di tutto il mondo. Tra il Giubileo, la canonizzazione di Carlo Acutis e gli 800 anni dalla morte di San Francesco, il calendario religioso si arricchisce di eventi di straordinaria importanza. Tuttavia, accanto a questo rinnovato slancio spirituale, si assiste anche a un fenomeno controverso: il crescente mercato delle reliquie sacre.
Un commercio in espansione
Sui principali siti di e-commerce, la compravendita di reliquie ha registrato un’impennata, con oggetti legati ai santi – soprattutto quelli umbri – venduti a prezzi variabili. Tra gli articoli disponibili si possono trovare pezzi di tunica o di ossa di San Francesco, foglie del roseto francescano, polvere della vite prodigiosa di Santa Rita da Cascia, pezzi del velo di Santa Chiara di Montefalco e persino polveri del sepolcro di Santa Chiara di Assisi.
I prezzi oscillano tra pochi euro e cifre più consistenti, arrivando fino a 150-200 euro. Alcune inserzioni propongono persino sconti, alimentando un commercio che solleva interrogativi etici e legali.
Il caso eBay: capelli di Carlo Acutis all’asta
Tra le numerose inserzioni, spicca quella relativa a una reliquia del Beato Carlo Acutis, giovane informatico e figura di riferimento per i fedeli digitali. Su eBay, uno dei portali di aste online più noti, è comparso un annuncio per una “relic reliquary” contenente capelli di Acutis, accompagnata da un certificato di autenticità.
L’asta, in scadenza mercoledì, ha già ricevuto 17 offerte e ha registrato 84 visualizzazioni in appena 24 ore, facendo lievitare il prezzo fino a 2.110 euro. Il fenomeno non è passato inosservato: il Vescovo e il postulatore della causa di canonizzazione hanno presentato una denuncia formale per bloccare la vendita, sottolineando come la commercializzazione di reliquie sia illegale in Italia.
Una pratica illegale ma diffusa
La vendita di reliquie sacre è vietata dal diritto canonico e dalla legge italiana, ma la regolamentazione non sembra sufficiente a contrastare il fenomeno. Piattaforme come eBay o altri portali di aste permettono la diffusione di questi oggetti, spesso spacciati per pezzi da collezione o cimeli storici.
Le autorità ecclesiastiche e civili stanno intensificando i controlli, ma la domanda resta alta, alimentata da collezionisti e fedeli in cerca di una connessione tangibile con la santità. In un periodo di forte attenzione per la spiritualità, il commercio di reliquie riporta in primo piano il delicato equilibrio tra fede e mercificazione.




