La Giunta Comunale di Centola ha posto una prima anche se momentanea pietra sulla proroga tecnica in tema di concessioni portuali
La Giunta Comunale di Centola, guidata dal sindaco Rosario Pirrone, si distingue per la gestione delle concessioni demaniali marittime in ambito portuale e ormeggi. Con la delibera n. 4 del 16 aprile 2024, l’amministrazione ha definito un atto di indirizzo per l’assegnazione degli specchi acquei e dei tratti di banchina, ponendo un termine ultimo al 30 novembre 2024 per l’avvio delle procedure ad evidenza pubblica. Questo provvedimento mira a mettere ordine nella gestione delle concessioni, adeguandosi alle normative europee e nazionali.
Un quadro normativo in evoluzione
La recente modifica dell’art. 3 della Legge n. 118/2022, operata dal D.L. 16 settembre 2024, n. 131 e convertita in L. 14 novembre 2024, n. 166, ha prorogato l’efficacia dei titoli concessori fino al 30 settembre 2027. Tale proroga mira a garantire un’ordinata programmazione delle procedure di affidamento nel rispetto del diritto dell’Unione Europea.
Il Comune di Centola si è allineato a questa normativa, ribadendo la necessità di una proroga tecnica per le concessioni in scadenza entro il 31 dicembre 2024. Tale proroga è necessaria per evitare interruzioni nell’attività portuale e garantire la continuità amministrativa fino all’avvio delle nuove gare pubbliche.
Differenza tra concessioni balneari e portuali
Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda la distinzione tra concessioni balneari ricreative e quelle portuali. Secondo la nuova formulazione dell’art. 3 della Legge 118/2022, le concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture per la nautica da diporto, inclusi i punti di ormeggio, sono escluse dalla normativa sulle concessioni balneari. Ciò significa che non rientrano nella Direttiva Bolkestein e non devono essere assimilate alle concessioni balneari, un errore ancora frequente in molti comuni cilentani.
La giurisprudenza amministrativa e la Corte di Giustizia UE hanno confermato questa distinzione, chiarendo che le concessioni portuali non sono da considerarsi concessioni di servizi e vanno assegnate secondo il DPR n. 509/1997 (Decreto Burlando), attraverso procedure di evidenza pubblica specifiche.
Il caso Centola: un modello per il Cilento
Il Comune di Centola si dimostra un esempio di efficienza e lungimiranza, avendo già avviato le procedure necessarie per l’assegnazione delle concessioni, evitando così proroghe indefinite o situazioni di precarietà giuridica per i concessionari. Al contrario, in molti altri comuni cilentani, come Agropoli, permane incertezza sulla distinzione tra i diversi tipi di concessione e sulle modalità corrette per gestire il passaggio ai nuovi affidamenti.
Questo ritardo non solo mette a rischio la continuità operativa delle attività portuali, ma crea anche un danno economico per gli imprenditori che ancora operano sine titulo nei porti e negli ormeggi della zona. Spesso, il problema risiede nell’incompetenza della classe politica e nell’assenza di una guida chiara da parte dei funzionari competenti.
Un appello agli altri comuni
Il percorso avviato da Centola che è solo un primo passo dovrebbe essere seguito anche dagli altri comuni del Cilento. Copiare e adattare le buone pratiche di un’amministrazione virtuosa sarebbe un passo necessario per garantire trasparenza, legalità e sviluppo economico nel settore della nautica da diporto.
L’auspicio è che gli enti locali prendano esempio da Centola, accelerando le procedure di evidenza pubblica e fornendo certezze agli operatori del settore. Solo così si potrà garantire una gestione efficiente e conforme alle normative europee, evitando il perpetuarsi di situazioni di precarietà amministrativa che danneggiano il territorio e la sua economia.




