Il blitz della Dia da Torchiara a Capaccio Paestum Tra i destinatari delle misure cautelari anche Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno
Salerno, 27 marzo 2025 – Un’importante operazione antimafia ha scosso questa mattina il territorio campano e abruzzese. La Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Salerno ha eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dalla Sezione GIP-GUP del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione ha coinvolto le città di Torchiara (SA), Capaccio Paestum (SA), Terni, Baronissi (SA) e Sulmona (AQ), portando all’arresto di dieci persone.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di reati gravi tra cui scambio elettorale politico-mafioso, tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, estorsione aggravata, detenzione, porto e cessione di armi da guerra e comuni da sparo, oltre a favoreggiamento personale.
Tra gli arrestati anche ex amministratori locali
Tra i soggetti posti agli arresti domiciliari figurano nomi di spicco della politica locale. Tra questi, Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, Maria Rosaria Picariello, ex assessore al Welfare e Politiche Sociali di Capaccio Paestum, e Stefania Nobili, ex consigliere comunale e capogruppo di maggioranza della prima amministrazione Alfieri. Nobili è anche la consorte dell’imprenditore Roberto Squecco, tra coloro che sono finiti in carcere nell’ambito dell’operazione.
Tra i detenuti in carcere spiccano anche i nomi di Antonio Bernardi, ex candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle nel 2017 e attualmente impiegato nella Polizia Municipale di Capaccio Paestum, e lo stesso Roberto Squecco, noto imprenditore locale. Agli arresti domiciliari anche Michele Pecora, capaccese ritenuto vicino a Squecco e considerato un uomo di fiducia nell’ambito delle operazioni contestate.
L’inchiesta
L’operazione, frutto di una lunga attività investigativa, ha portato alla luce un presunto sistema di connivenze tra esponenti politici e ambienti criminali. Le indagini, coordinate dalla DIA di Salerno, hanno rivelato rapporti tra i soggetti arrestati e ambienti mafiosi, finalizzati a garantire vantaggi politici ed economici attraverso l’influenza illecita e l’intimidazione.
Il blitz di questa mattina rappresenta un duro colpo contro la criminalità organizzata e la sua presunta infiltrazione nelle istituzioni locali. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per chiarire ulteriormente il quadro accusatorio e le eventuali ramificazioni dell’organizzazione coinvolta.
L’operazione ha suscitato grande clamore nell’opinione pubblica, in particolare nella provincia di Salerno, dove alcuni degli arrestati erano figure politiche di rilievo. Le autorità hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro la criminalità organizzata, assicurando che non ci sarà alcuna tolleranza verso forme di corruzione e collusione con ambienti mafiosi.




